All’Università degli Studi del Molise, il Presidente del CSV Molise Gian Franco Massaro interviene al Festival del Diritto sul ruolo del Terzo Settore nella formazione di cittadini consapevoli e responsabili
Campobasso, 21 aprile 2026 – Nell’ambito della VIII edizione del Festival del Diritto, in programma presso l’Università degli Studi del Molise, anche il Presidente del Centro di Servizio per il Volontariato del Molise, Gian Franco Massaro, ha preso parte all’appuntamento ospitato nell’Aula Magna del Dipartimento Giuridico con un intervento dal titolo: “Il valore del volontariato: legalità, cittadinanza e responsabilità sociale” L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di confronto tra istituzioni, mondo accademico e società civile su temi centrali per lo sviluppo del territorio e la crescita delle nuove generazioni.
Nel corso del suo intervento, il Presidente Massaro pone al centro il ruolo del volontariato quale presidio concreto di legalità, sottolineando come l’esperienza associativa non si limiti al rispetto formale delle norme, ma contribuisca alla costruzione di una vera e propria cultura della responsabilità e della trasparenza. Di seguito i concetti chiave e le riflessioni più significative del suo intervento:
“Le associazioni sono presìdi di prossimità, luoghi in cui si costruiscono relazioni, si promuove l’inclusione e si rafforza il senso di appartenenza alla comunità. Sono spazi in cui si combattono l’indifferenza e l’isolamento, restituendo centralità alla persona. Parlare di volontariato significa, innanzitutto, parlare di legalità.
La legalità non è soltanto il rispetto formale delle regole, ma è una cultura, uno stile di vita, un modo di stare nella società. È trasparenza, responsabilità, rispetto del bene comune. All’interno delle associazioni, questi valori vengono vissuti quotidianamente: nella gestione delle risorse, nei rapporti interni, nel servizio offerto ai cittadini. Qui si impara che non esistono scorciatoie, che l’impegno serio e corretto è l’unica strada per costruire una comunità credibile e affidabile. Il volontariato diventa così una vera scuola di cittadinanza attiva. Una scuola informale ma estremamente efficace, in cui si apprende attraverso l’esperienza diretta. Chi partecipa alla vita associativa impara a dialogare, a collaborare, a confrontarsi in modo costruttivo, a rispettare le diversità. Impara che la democrazia non è solo un diritto acquisito, ma un processo da alimentare ogni giorno. Essere cittadini attivi significa sentirsi corresponsabili del destino del proprio territorio. Significa non delegare sempre ad altri, ma assumersi una parte di responsabilità. In questo senso, il volontariato è una delle espressioni più alte di partecipazione democratica. Accanto alla legalità e alla cittadinanza, troviamo un altro pilastro fondamentale: la responsabilità sociale.
In un’epoca in cui spesso prevale la logica dell’individualismo e della competizione, il mondo associativo propone un modello alternativo, fondato sulla cooperazione, sulla solidarietà e sulla cura. Chi fa volontariato sviluppa una sensibilità particolare verso le fragilità sociali: povertà, disabilità, marginalità, disagio giovanile, tutela dell’ambiente. Si impara a guardare la realtà con occhi diversi, più attenti, più empatici, più consapevoli. Questa responsabilità sociale non resta confinata all’esperienza del volontariato, ma accompagna le persone nella vita professionale, familiare e istituzionale. Particolarmente rilevante è il ruolo che le associazioni svolgono nei confronti dei giovani. I nostri ragazzi e le nostre ragazze vivono oggi in un contesto segnato da rapide trasformazioni, incertezze occupazionali, pressioni sociali, iperconnessione digitale.
Spesso faticano a trovare spazi autentici di partecipazione e di ascolto. Il volontariato offre loro un’opportunità straordinaria: quella di sentirsi utili, riconosciuti, protagonisti. Attraverso l’impegno associativo, i giovani acquisiscono competenze trasversali fondamentali: capacità di lavorare in gruppo, di comunicare in modo efficace, di gestire responsabilità, di affrontare problemi complessi.
Ma, soprattutto, interiorizzano valori profondi: rispetto, solidarietà, giustizia, senso del dovere. Sono esperienze che contribuiscono a formare non solo buoni professionisti, ma cittadini maturi e consapevoli. In questo percorso, l’Università del Molise può e deve svolgere un ruolo strategico. L’università non è solo un luogo di trasmissione del sapere, ma un laboratorio di cittadinanza, un ponte tra conoscenza e impegno sociale.
Rafforzare il dialogo tra mondo accademico e associazionismo significa offrire agli studenti opportunità concrete di crescita umana e civile. Significa integrare formazione teorica ed esperienza pratica, studio e servizio, ricerca e responsabilità sociale. Investire nel volontariato, dunque, significa investire nel futuro del nostro territorio e del nostro Paese. Significa costruire comunità più coese, più inclusive, più resilienti.
Per questo è fondamentale che istituzioni, università, associazioni, famiglie e cittadini lavorino insieme, in una logica di rete e di corresponsabilità. Consentitemi, infine, un sentito ringraziamento a tutte le volontarie e a tutti i volontari che, spesso lontano dai riflettori, operano quotidianamente con passione, competenza e generosità. Il vostro lavoro rappresenta una risorsa insostituibile.
Concludo con una convinzione profonda: la qualità di una società si misura dalla capacità di educare i giovani, di tutelare i più fragili, di promuovere il bene comune. Il mondo delle associazioni e del volontariato incarna tutto questo. È una palestra di democrazia, un presidio di legalità, un seme di futuro. Continuiamo, dunque, a sostenerlo, a valorizzarlo, a trasmetterne il valore alle nuove generazioni. Perché solo insieme possiamo costruire una comunità più giusta, più solidale e più responsabile.”





