I prezzi alimentari sono aumentati del 24,9% in quattro anni. L’associazione prende una dura posizione
Caro vita: i prezzi alimentari aumentano del 24,9% in quattro anni. Il dato è stato diffuso dall’Istat ed evidenzia l’incremento registrato tra ottobre 2021 e ottobre 2025, peraltro nettamente superiore al +17,3% dell’indice generale dei prezzi al consumo. L’ADOC, Associazione dei consumatori chiede che si azzeri l’IVA sui beni essenziali.
«Questi numeri confermano quanto denunciamo da tempo – dichiarano Anna Rea, presidente nazionale ADOC e Nicola Criscuoli presidente Adoc Molise -. Le famiglie sono costrette a spendere di più per acquistare di meno e si tratta di una vera e propria emergenza. L’impennata del 24,9% sul cibo è la dimostrazione che il carovita sta erodendo il potere d’acquisto con violenza inaudita, costringendo circa un terzo delle famiglie, come già rilevato, a tagliare sulla spesa alimentare. Non parliamo di rinunce superflue, ma di limitazioni sui beni di prima necessità che aggravano le disuguaglianze sociali e mettono in luce un profondo disagio».
L’ADOC ribadisce quindi le proposte di emendamento già inviate ai Parlamentari in vista della legge di Bilancio, per dare un segnale concreto alle famiglie in difficoltà, tra cui l’azzeramento dell’IVA sui beni di prima necessità e la riduzione dell’IVA al 5% sui prodotti per la prima infanzia, una fiscalizzazione degli oneri generali di sistema sulle bollette di elettricità e gas, per alleggerire i costi energetici che hanno contribuito ad alimentare la crescita dei listini alimentari e interventi urgenti sull’aumento dei redditi per sostenere il potere d’acquisto, tra i più bassi d’Europa.
«La Legge di Bilancio è l’occasione immediata per dare ossigeno alle buste paga e riattivare la crescita – concludono dall’ADOC -. Senza risposte concrete, la ripresa dei consumi, e di conseguenza del PIL e della crescita del Paese, resta estremamente fragile e il disagio delle persone è destinato a crescere».


