L’associazione Ambiente Basso Molise ha organizzato una serie di escursioni tra Termoli e Campomarino
In questi giorni sarà capitato a molti di alzare lo sguardo e notare stormi di uccelli che disegnano in cielo forme dai confini labili. Sono gli uccelli migratori i cui
movimenti affasciano e inducono anche a fantasticare. E proprio in concomitanza con questo fenomeno è tornata l’ormai tradizionale escursione naturalistica organizzata da Ambiente Basso Molise nelle zone umide tra Termoli e Campomarino per imparare a osservare e ad ammirare gli uccelli migratori. Gambecchio
comune, piro piro piccolo, alzavola, moriglione, moretta tabaccata, airone cenerino, gallinella d’acqua, folaga, beccaccia di mare, avocetta, volpoca, mestolone, gabbiano reale, martin pescatore, garzetta e decine di cormorani, questi solo alcuni dei migratori avvistati presso la foce del fiume Trigno nella manifestazione ‘World Migratory Bird Day’, patrocinata dal Comune di Montenero di Bisaccia.
«Uno degli spettacoli più affascinanti della natura – spiega Luigi Lucchese, presidente di Ambiente Basso Molise -, che da sempre ha attirato la curiosità dell’uomo, è sicuramente quello legato alla
migrazione degli uccelli. Alzare gli occhi al cielo e osservarli mentre si preparano ad affrontare un lungo viaggio, ci porta a fantasticare
sulla loro avventura, sui luoghi che sorvoleranno, ma soprattutto sul perché di questo fenomeno. Non c’è da stupirsi perché in autunno il cielo offre uno spettacolo naturale affascinante con il passaggio degli uccelli migratori».
Una quindicina di appassionati hanno potuto osservare stormi, ma anche singoli uccelli migratori con l’aiuto di binocoli e cannocchiali messi a loro disposizione dai volontari che hanno spiegato ai presenti il fenomeno della migrazione.
«Più o meno la metà delle specie di uccelli al mondo migra – ha proseguito Lucchese -, se non lo facessero aumenterebbe la competizione per approvvigionarsi di risorse vitali all’interno dello stesso ambiente, proprio per questo hanno sviluppato differenti schemi di migrazione in diversi periodi dell’anno. Alcune specie sono invece stanziali, ovvero si sono adattate all’ambiente in cui hanno deciso di rimanere, imparando a trarre vantaggio a livello alimentare nelle diverse stagioni, abituandosi anche ai climi più rigidi, immagazzinando riserve di grasso e
modificando periodicamente il proprio piumaggio».
La foce del fiume Trigno rimane in Italia uno dei luoghi privilegiati per poter assistere a uno degli
spettacoli più affascinanti che la natura offre.


