L’analisi sulla situazione sociale odierna del presidente del CSV Molise Gian Franco Massaro pubblicata dal quotidiano Primo Piano Molise
Il Molise è una terra piccola è di 289.224 mila abitanti, con una età media di circa 48,2 anni, sparsi tra città, borghi e paesi di montagna. Un territorio in cui le distanze geografiche sono ridotte rispetto alle grandi regioni, ma dove le distanze sociali, culturali e infrastrutturali possono pesare molto di più. Accorciarle e trasformarle in opportunità diventa una sfida decisiva per il futuro.
Quando la vicinanza non basta
A Termoli, Campobasso o Isernia i servizi sono più accessibili, ma nei piccoli centri dell’entroterra spesso l’isolamento è una realtà quotidiana. I collegamenti difficili, lo spopolamento e la mancanza di occasioni di incontro rischiano di ampliare le distanze tra chi vive nei centri principali e chi resta nei paesi.
La distanza, però, non è solo geografica: c’è quella tra giovani che lasciano la regione in cerca di lavoro e anziani che restano soli nei borghi, quella tra chi ha competenze digitali e chi fatica persino a usare uno smartphone per prenotare una visita medica, quella tra comunità che convivono nello stesso territorio senza conoscersi davvero. Allo stesso tempo, ci sono comunità che resistono, fatte di anziani che custodiscono tradizioni, famiglie che tengono vive le piazze, associazioni che creano spazi di incontro. La sfida è proprio questa: trasformare la piccola dimensione in opportunità, invece che limite.
Iniziative che ricuciono il tessuto sociale
In Molise, diverse realtà stanno già provando ad accorciare queste distanze. A Castel del Giudice, un piccolo comune al confine con l’Abruzzo, è nato un modello di rigenerazione comunitaria che ha trasformato un ex albergo in una residenza per anziani e un punto di incontro per giovani. Un esperimento che ha attratto l’attenzione nazionale e che dimostra come i legami intergenerazionali possano diventare motore di sviluppo.
Sempre più diffusi sono anche i progetti culturali itineranti, come festival di musica, teatro o letteratura che portano eventi nelle piazze dei paesi più piccoli, creando occasioni di incontro e confronto. Iniziative che non solo combattono lo spopolamento, ma permettono di rinsaldare il senso di appartenenza a una comunità viva e dinamica.
La tecnologia: una risorsa ancora da esplorare
Se usata bene, la tecnologia può essere la chiave per accorciare le distanze nel Molise. Alcuni istituti scolastici hanno avviato programmi di didattica digitale che collegano studenti dei paesi interni con realtà nazionali e internazionali. Associazioni locali stanno sperimentando piattaforme online per il volontariato e il supporto agli anziani soli.
Il rischio, tuttavia, è che chi non ha accesso o competenze resti escluso. Per questo si parla sempre più di alfabetizzazione digitale, un passaggio fondamentale per garantire che la rete diventi davvero un ponte e non un muro.
Giovani in fuga, comunità in attesa
Uno dei nodi più critici resta la fuga dei giovani. Secondo i dati ISTAT, il Molise è tra le regioni italiane con il più alto tasso di emigrazione giovanile. Molti lasciano la regione per studiare o lavorare altrove, lasciando dietro di sé comunità sempre più anziane.
Accorciare le distanze, in questo caso, significa creare motivi per restare o per tornare: opportunità lavorative, spazi di innovazione sociale, reti di collaborazione che rendano il Molise una terra in cui sia possibile costruire il proprio futuro senza dover partire.
Il futuro è nei legami
“Il Molise non esiste” è spesso una battuta che circola sui social, ma chi vive qui sa che questa regione piccola custodisce risorse preziose: il paesaggio, la qualità della vita, le relazioni umane. Per valorizzarle bisogna trasformare la prossimità geografica in prossimità sociale, promuovendo legami tra generazioni, tra comunità urbane e rurali, tra chi resta e chi torna.
Ogni progetto che mette insieme persone diverse – una cooperativa agricola che unisce giovani e anziani, un’associazione culturale che porta eventi nei borghi, una scuola che apre le porte al territorio – è un mattone con cui costruire il futuro.
Una sfida possibile, anche qui
Accorciare le distanze e promuovere legami non è un’utopia, ma una necessità concreta per una regione piccola come il Molise. Significa combattere lo spopolamento, ridare centralità alle comunità locali e creare un modello di sviluppo basato non sulla quantità, ma sulla qualità delle relazioni.
In fondo, proprio in una terra piccola la sfida può diventare più vicina: i legami qui non sono un’astrazione, ma una forza reale, capace di trasformare il Molise da regione che “non esiste” a laboratorio di futuro.


