Chi svolgerà almeno 60 ore durante l’anno avrà un’attestazione spendibile pure nei concorsi pubblici
È arrivato l’atteso decreto che certifica le competenze acquisite attraverso il volontariato, almeno 60 ore svolte durante l’anno.
Lo aveva annunciato a maggio la viceministra al Lavoro Maria Teresa Bellucci e qualche giorno fa la Conferenza Stato Regioni ha approvato sia questo decreto, sia quello sulle linee guida per gli standard formativi degli assistenti familiari che supportano persone anziane non autosufficienti.
Coloro che si dedicheranno al volontariato potranno ottenere una certificazione, solo dopo aver effettuato almeno 60 ore durante l’anno, spendibile sia nel lavoro e per la partecipazione a concorsi pubblici.
«Dopo otto anni di lunga attesa, grazie alla determinazione del Governo – ha spiegato la viceministra in una nota, finalmente il decreto trova piena attuazione. Andiamo così a promuovere il volontariato, soprattutto tra i giovani, come esperienza che contribuisce alla formazione e alla crescita umana, civile e culturale della persona e della nazione tutta».
Le abilità e le conoscenze che i volontari svilupperanno durante questa esperienza (come la capacità di lavorare in squadra, di gestire progetti, di comunicare efficacemente, di problem solving) potranno essere riconosciute e certificate. Non saranno solo esperienze personali, ma qualcosa di ‘spendibile’, magari anche a livello professionale o formativo.


