I volontari di Ambiente Basso Molise, allertati dai turisti, hanno rinvenuto le fossette sulla sabbia vuote
C’è chi costruisce e tutela di giorno e chi distrugge di notte. Viene da fare proprio questa considerazione dopo che i volontari di Ambiente Basso Molise, da sempre impegnati nel tutelare il Fratino, il piccolo volatile che nidifica sulla spiaggia e anche per questo a rischio estinzione, hanno rinvenuto sull’arenile di Campomarino i nidi privi delle uova. Evidentemente qualche incivile ha messo le mani in quella piccola fossetta scavata nella sabbia portando via i futuri uccellini. L’episodio spiacevole è stato segnalato da alcuni turisti agli stessi volontari e alle Forze
dell’Ordine che ora stanno indagando sull’identità dei responsabili.
L’associazione è stata autorizzata dalla Regione Molise e dalla Capitaneria di Porto, con il supporto di ornitologi, a monitorare e tutelare l’avifauna costiera, inoltre promuove attività di divulgazione e sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, ai turisti e alle scuole.
«I volontari percorrono le spiagge del Molise più volte a settimana – ha spiegato il presidente di Ambiente Basso Molise Luigi Lucchese -, durante la stagione riproduttiva di questo piccolo trampoliere (marzo, luglio, agosto), per censire nuovi nidi e monitorare lo stato dei presenti. Quest’anno, per la prima volta in Molise, 11 fratini sono stati catturati, misurati, esaminati e infine marcati con speciali anelli colorati leggibili a distanza, ciascuno con un codice identificativo univoco. L’inanellamento è stato coordinato dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), e con noi ha lavorato l’ornitologo Rosario Balestrieri della Stazione Zoologica Anton Dohrn. Ogni fratino marcato riceve un nome, ispirato a figure storiche della scienza e della tutela ambientale o a storie personali che testimoniano il legame con questi uccelli. Un gesto simbolico, ma carico di significato, che rafforza l’empatia, aiuta a raccontare le loro storie e contribuisce a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’urgenza di proteggere una specie sempre più minacciata».


