Al Convitto Mario Pagano di Campobasso l’evento organizzato dall’ADMO Molise
Grande partecipazione e profonda riflessione su temi che parlano di come salvare delle vite nell’Aula Magna del Convitto Nazionale Mario Pagano di Campobasso, dove si è svolta la ventesima Giornata Regionale di Sensibilizzazione alla Donazione di Midollo Osseo e Cellule Staminali Emopoietiche organizzata da ADMO Molise e intitolata a Carolina Sabatelli.
Un appuntamento dedicato alla promozione della cultura della donazione e alla diffusione dell’informazione scientifica su una tematica di fondamentale importanza per la salute pubblica introdotto dal presidente del CSV Molise Gian Franco Massaro e dal presidente di ADMO Eugenio Astore. L’evento, promosso in collaborazione con le istituzioni scolastiche, sanitarie e le associazioni del territorio, ha visto la partecipazione anche di esperti del settore, rappresentanti del Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo (IBMDR), testimonial, volontari e giovani studenti.
“Donare è un gesto semplice che può salvare vite” lo slogan della giornata in cui gli studenti hanno avuto modo di scoprire cosa significa donare e quali passaggi compiere.
«È un tema non semplice che noi portiamo all’attenzione degli studenti delle quinte classi delle Superiori e voglio esprimere un plauso verso il professore Antonio Liberatore, docente del liceo Scientifico di Campobvasso, che si è mostrato molto sensibile dandoci la possibilità di contattare molti giovani – le parole del presidente Astore -. Combattiamo e molti dirigenti scolstici ci consentono di andare nei loro istituti, ringrazio loro e i nostri volontari che ci aiutano ogni giorno. Nel rapporto tra dontori e popolazione, come Molise siamo tra le prime regioni d’Italia in quanto a donazioni. Una mano ce l’ha data anche la Scuola Alliebi Carabinieri di Campobasso, col colonnello Bruno Capece che ci invita a relazionare in occasione dell’inizio di ogni corso».
Toccante l’intervento di Romano Sabatelli, papà di Carolina. «Questa giornata che per diversi anni abbiamo organizzato noi familiari ora è promossa grazie a una legge regionale e come molisani dobbiamo andarne orgogliosi, perché è l’unica regione che promuove un evento sulla donazione del midollo e serve come eredità di ciò che ha fatto mia figlia. Lei voleva sensibilizzare proprio i giovani, nel non aver paura di procedere a un semplice prelievo e consentire ad altre persone di avere una speranza. Inoltre c’è il limite dei 35 anni per questa donazione, quindi è importante coinvolgere i ragazzi in questa missione».


