Il presidente emerito della Corte Costituzionale Giuliano Amato esalta il ruolo del volontariato
Il Terzo Settore è: «Una realtà che da sola sta mantenendo i fili di un tessuto coesivo che la nostra società è venuta perdendo progressivamente per tanti sfilacciamenti che ha subito».
Quando manca poco alla Giornata internazionale del volontariato, fissata al 5 dicembre, queste parole racchiudono in maniera efficace e sintetica il significato di un comparto che vede negli operatori non profit i suoi principali artefici.
Parole pronunciate dal presidente emerito della Corte Costituzionale Giuliano Amato, nell’evento sui Trent’anni di Terzo Settore, evento dal titolo ‘La solidarietà oggi è un lusso?’ promosso a Roma dal Forum Terzo Settore.
«Ciò che colpisce è che mentre voi venivate allargando i vostri numeri, la vostra rete, cadeva praticamente la rete delle identità collettive, delle coesioni che era stata creata storicamente nella nostra società dai partiti. Storicamente erano stati i partiti dall’inizio del novecento che avevano avuto la responsabilità di creare i legami tra i milioni e milioni che entravano nella vita democratica. È davvero cresciuto in modo impressionante il vostro mondo. E pochi si sono accorti del cambiamento attuale e potenziale che voi rappresentate. Un filosofo cinese del IV secondo A.C. poi imitato, disse che ‘fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce’. Tante cose sono cadute in questi anni in Italia facendo molto rumore, voi siete la foresta che è cresciuta, non ignorata, non nel silenzio totale ma certo facendo molto meno rumore di ciò che è caduto. La dimensione a cui siete arrivati è una dimensione che quando viene enunciata stupisce».
Nell’occasione il presidente Amato ha reso noti numeri significativi: cinque milioni di persone che svolgono attività di volontariato, quasi 400mila enti non profit, 126mila entità associate al registro unico, un milione di occupati che si aggiungono ai volontari.


