Bambini imparano le pratiche di Protezione Civile

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A Castelpetroso il campo scuola dell’associazione Don Canzona

di Annamaria La Marca
Volontaria della Organizzazione di volontariato di Protezione Civile Don Nicola Canzona di Castelpetroso

L’organizzazione di volontariato Don Nicola Canzona ha organizzato, come è ormai tradizione, un campo scuola promosso dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile all’ambito della prevenzione e favorire la consapevolezza nei giovani sull’importanza di essere cittadinanza attiva.
I ragazzi che hanno preso parte all’iniziativa si sono riuniti presso la Basilica Minore della Madonna Addolorata e, insieme ai volontari, hanno raggiunto il luogo scelto per lo svolgimento del campo scuola. Arrivati presso il Bocciodromo Comunale i ragazzi hanno trovato il campo allestito dai volontari, sistemandosi nelle tende assegnate e montando le brandine. Ai ragazzi sono stati consegnati una maglietta arancione con il nome dell’iniziativa, un cappellino e un badge di riconoscimento.              Durante la settimana tutti hanno avuto la possibilità di interfacciarsi con Soccorso Alpino, Protezione Civile Regionale, Polizia e Carabinieri.
Il primo giorno i bambini hanno incontrato alcuni membri del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Molise, i quali sono giunti accompagnati dai loro fedelissimi e imprescindibili aiutanti: i cani. Ai ragazzi è stato mostrato il ritrovamento di una persona dispersa grazie al fiuto impeccabile dei cani ed è stata spiegata l’importanza del lavoro che svolgono. In seguito è stato lasciato ai ragazzi del tempo libero per potersi conoscere vicendevolmente e creare gruppo, per poi ripartire nel pomeriggio con altre attività. La seconda parte della giornata prevedeva una lezione strutturata dal Dipartimento della Protezione Civile Nazionale circa il Sistema Nazionale di Protezione Civile e riguardo anche il Piano di Emergenza Comunale. A fine giornata tutti i ragazzi si sono ritrovati nella tenda collettiva per giocare, chiacchierare e divertirsi insieme ai volontari. Il secondo giorno sono venuti a far visita al campo i Carabinieri, anche loto accompagnati dall’unità cinofila e dal cane Africa. I militari hanno tenuto una lezione molto interessante e coinvolgente. I ragazzi sono rimasti affascinati non solo dalle parole dei Carabinieri, ma soprattutto dal vedere all’opera Africa nella ricerca di oggetti nascosti in un primo momento in tutta la struttura. In seguito, tutti si sono divertiti a coccolare la molto affettuosa cagnolina. Dopo il pranzo ha avuto luogo l’ultima lezione strutturata dal dipartimento della Protezione Civile riguardo l’antincendio boschivo, poi cena e relax in tenda collettiva. Nella terza mattinata i ragazzi hanno potuto ascoltare le parole della Polizia di Stato sui pericoli di internet, ma non solo, perché gli agenti sono arrivati con una moto e a bordo della nuova Alfa Romeo Tonale della Polizia Stradale. I ragazzi hanno potuto vedere gli interni delle auto e fare un giro sulla Volante. Nel pomeriggio i Vigili del fuoco hanno mostrato com’è strutturato il loro veicolo e come si utilizzano tutti gli attrezzi che contiene.
Per quanto riguarda venerdì, questo forse è stato il giorno più emozionante per tutti, poiché prevedeva una gita fuori porta. La sveglia è suonata prima del solito, in poco tempo tutti erano pronti con lo zaino in spalla e carichi per far visita prima alla sede regionale della Protezione Civile e poi per dirigersi al parco avventura di Castel di Sangro. Giunti presso la sede della Protezione civile sono stati mostrati non soltanto i mezzi con cui quest’ultima lavora, ma anche l’elicottero di servizio utilizzato per spegnere i grandi incendi. Trascorsa la mattina si è poi giunti presso il parco avventura, lì nei pressi   si è svolto un picnic con pranzo a sacco e nel primo pomeriggio i ragazzi già avevano indosso l’imbracatura per attuare il percorso di arrampicata sugli alberi, accompagnati naturalmente dai volontari. Credo veramente che questa sia stata una delle esperienze più belle vissute al campo, ho potuto veramente sperimentare quanta fiducia i bambini ripongono nei volontari, quanto credono nel ruolo che svolgiamo e quanto ci ricercano nei momenti in cui si trovano in bilico.
Per quanto la giornata sia stata divertente e bella, in realtà ha anche stancato molto, quindi una volta ritornati in struttura, dopo la cena, tutti sono corsi a riposarsi, il campo, piano piano, è giunto al termine. Il penultimo giorno, sabato, i ragazzi sono stati impegnati nel seguire la lezione del 118 e poi, a fine giornata, gli spettava, come premio, la pizza cucinata dai volontari che hanno aiutato in cucina. Con una settimana di campo sulle spalle, la stanchezza delle sveglie che suonavano al mattino presto e la consapevolezza che il giorno seguente era prevista la passeggiata fin su al monte Patalecchia, tutti, bambini e volontari, giunta la notte siamo crollati. Domenica è stato l’ultimo giorno, dopo aver chiuso tutte le brandine, sistemato ognuno le proprie cose, fatta la colazione, i ragazzi, accompagnati dai volontari, hanno passeggiato fin sul monte Patalecchia per la Festa della Montagna, ivi si sono ricongiunti con i genitori e hanno pranzato ciò che l’ODV aveva preparato per tutti. È con la Festa della montagna che si è conclusa l’esperienza del campo scuola. Per quanto riguarda il mio punto di vista, era la prima volta che prendevo parte al campo scuola, essendo da poco entrata a far parte della splendida famiglia che è l’ODV di Castelpetroso, ho dormito per la prima volta in tenda e per la prima volta mi sono anche io interfacciata in modo diretto con gli enti che sono venuti a visitarci. Credo sia stata veramente un’esperienza inspiegabile, sono entrata sin da subito in contatto con tutti i bambini e sono riuscita a creare con molti rapporti di forte empatia, per non parlare delle persone con cui mi sono trovata a lavorare, tutti i volontari, quando parlo di famiglia è perché veramente la sento e la vivo in questo modo. Ero la più piccola e anche l’ultima arrivata, ma non mi sono mai sentita fuori luogo o non all’altezza, quello che si è creato prima al bocciodromo e poi sulla montagna è stato qualcosa di magico, come vivere in una favola, una settimana in cui ci si allontana dalla realtà, dalla quotidianità, si mette in pausa tutto il resto e si pensa solo ai bambini, al loro benessere, si pensa al divertimento, all’apprendere informazioni nuove, insomma un’esperienza da fare e rifare.
Mi auguro di provare l’esperienza del campo sulla montagna, poiché tutti me ne hanno parlato con gli occhi che brillavano per la nostalgia del posto, dunque, immagino che debba essere veramente un’emozione unica. Quello che mi porto a casa e che credo un po’ tutti si portano via dopo il campo è la consapevolezza di poter fare cose che mai avrei immaginato poter di fare, mi porto legami nuovi, esperienze nuove, insomma si torna a casa con un cuore colmo e un bagaglio di vita arricchito di amore e natura.

 

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