L’associazione Salam ha presentato a Termoli il dossier del Centro Idos
Una riflessione articolata, profonda, ampia che è partita dai numeri. Cifre che parlano di 11.907 stranieri residenti in Molise, i soggiornanti non Ue arrivano a 8.411, quasi la metà provengono dall’Est Europa e il 60% sono donne. Tali cifre sono il risultato dell’analisi svolta dal Centro studi e ricerche Idos e presentata nella sala consiliare del Comune di Termoli nell’evento organizzato dall’associazione Salam. Tanti e interessanti le relazioni esposte che hanno dato vita a un confronto sul futuro e sulle prospettive del territorio anche alla luce dei numeri emersi.
A introdurre i lavori Hanen Gzaiel, presidente dell’associazione di promozione sociale Salam. Dopo i saluti istituzionali della neo assessora comunale alle Politiche Sociali Mariella Vaino sono intervenuti Luca Di Sciullo, presidente del Centro Studi e Ricerche Idos, Ivo Oriente referente dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Molise, Carmela Basile, responsabile di Europe Direct Molise, Gianni Pinto della Caritas Diocesana Termoli-Larino, Fernanda Pugliese, giornalista e presidente della rivista Kamastra, Andrea Nasillo, Consigliere dell’Ordine dei Giornalisti del Molise e Antonello Barone, ideatore del Festival del Sarà, dialoghi sul futuro.
Il dossier statistico dell’immigrazione, realizzato da Idos in collaborazione col Centro studi Confronti e Istituto di studi politici San Pio V, ha reso noto che i nuovi nati rappresentano il 5,4% su 1.676 complessivi. A giugno 2023 i migranti in accoglienza sono attestati su 1.604. I settori in cui sono impiegati in regione sono per lo più agricoltura (13,5%), industria (3,0%), servizi (3,1%), commercio (2,6%) mentre il lavoro domestico impiega il 31,2%.
«Incide l’invasione russa dell’Ucraina per cui in zona ci sono prevalentemente donne e bambini ucraini – ha spiegato Ivo Oriente, referente dell’Ufficio Scolastico regionale del Molise – ma anche come aiuto agli anziani. Il Molise ha una delle popolazioni più vecchie d’Italia per cui la presenza elevata di donne dell’Est Europa è una risposta all’invecchiamento della popolazione».
Per Luca Di Sciullo, presidente del Centro studi e ricerche Idos occorre superare l’ideologia secondo cui bisogna difendersi dagli immigrati.
«Finché ragioneremo nell’ottica di immigrati come una minaccia nel lavoro, nella sanità e in ogni ambito non andremo lontano – ha dichiarato durante l’incontro -. Quello che c’è da recuperare è il senso di un’integrazione. La cittadinanza non è il premio che si dà all’immigrato. L’integrazione è un impegno di tutte e due le parti stranieri e italiani. È un compito degli italiani adoperarsi. La cittadinanza è un pre-condizione per cui il processo di integrazione può andare avanti».


