Il gruppo bancario destina un budget importante a progetti di contrasto a povertà, violenza e per l’inclusione
Nuova opportunità per gli enti non profit di ottenere un sostegno per le proprie attività, un aiuto che vada incanalato in missioni specifiche, tutte rigorosamente aderenti all’Agenda 2030 dell’Onu.
La possibilità viene data da Intesa Sanpaolo Spa che attraverso il Fondo di Beneficenza destina una quota degli utili al sostegno di progetti che hanno come riferimento la solidarietà, l’utilità sociale e il valore della persona.
Gli obiettivi sociali del gruppo sono inseriti nel piano di impresa e rivolgono uno sguardo particolare alle persone più fragili. Per questo l’idea di Intesa San Paolo è finanziare iniziative che prevedano interventi di grosso respiro sociale, con ricadute all’interno dei confini nazionali e non solo.
«Le richieste di liberalità – spiegano da Intesa Sanpaolo – possono essere presentate solo da enti senza finalità di lucro, regolarmente costituiti ai sensi di legge e che siano registrati almeno in un registro pubblico. Gli enti devono avere sede in Italia e devono essere dotati di procedure, anche contabili, che consentano un agevole accertamento della coerenza fra gli scopi enunciati e quelli concretamente perseguiti, oltre che agli enti che redigono bilanci certificati».
Nello specifico si parla LIBERALITÀ TERRITORIALI, per cui è previsto un sostegno fino a 5mila euro e di LIBERALITÀ CENTRALI, con un importo superiore a 5mila euro.
Le richieste vengono valutate nel periodo compreso fra gennaio e dicembre e si procede alle erogazioni nell’arco dell’intero anno, ma comunque fino a esaurimento del budget a disposizione.
La banca invita le associazioni a presentare la domanda il prima possibile e precisa che non saranno selezionate in ordine cronologico (eccetto quelle in ambito della ricerca), ma sulla base del potenziale impatto sociale.
Ogni anno vengono supportati progetti di natura sociale generale, culturali, se coinvolgono persone fragili, progetti di ricerca medica, progetti che riguardano attività sportive dilettantistiche inclusive, progetti finalizzati allo sviluppo delle comunità e dei territori in cui il Gruppo Intesa Sanpaolo opera con le proprie controllate all’estero, progetti nei Paesi che hanno un Indice di Sviluppo basso o medio o colpiti da calamità naturali.
Per il biennio 2023-2024, il Fondo di Beneficenza sta concentrando una quota significativa (pari a circa il 25%) delle proprie risorse anche sulla lotta alla povertà educativa e al divario digitale, alla violenza e alle disuguaglianze e sul sostegno ai Neet, ovvero i giovani che non hanno un lavoro e che non lo cercano e agli Elet, vale a dire i giovani che abbandonano prematuramente gli studi o percorsi di formazione.
ECCO LA PAGINA DEL FONDO DI BENEFICENZA


