Luoghi da preservare e voglia di restare

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Nel convegno organizzato a Rotello da Avis Santa Croce di Magliano e associazione Il Valore, col patrocinio del CSV Molise, analizzati i cambiamenti delle comunità e le consapevolezze dei giovani

30.11.2023
di Valentina Ciarlante

Il paesaggio come carta d’identità di un territorio, natura da preservare e rilanciare, anche attraverso una riqualificazione importante che riesca ad attrarre persone.

Questo uno dei temi al centro dell’interessante convegno svoltosi al Teatro Comunale San Rocco di Rotello su iniziativa dell’Avis comunale di Santa Croce di Magliano intitolata al compianto Angelo Tatta e dell’Associazione Il Valore.
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Il territorio come opportunità’ il titolo della giornata patrocinata dal CSV Molise e che ha registrato un’ampia partecipazione di volontari, ma anche di cittadini che accolgono sempre con favore le manifestazioni promosse dalle organizzazioni del posto e volta a aumentare la coscienza civica collettiva.
I lavori sono stati introdotti e moderati dal dottore Ettore Rossi, coordinatore del “Laboratorio per la Felicità Pubblica’ di Benevento che ha delineato anche i profili dei relatori. Prima a intervenire Patrizia Lusi, presidente nazionale dell’associazione Paesaggi Rurali di interesse storico, che si è soffermata sulle strategie utili a consentire a borghi e piccoli comuni di fronteggiare lo spopolamento valorizzando le proprie bellezze.IMG 20231125 WA0028
«Il territorio è un’opportunità che non possiamo ignorare», le sue parole.
Successivamente Mauro Giardiello, docente dell’Università Roma Tre, ha parlato della mobilità dei giovani delle aree interne e del loro rapporto con i luoghi, suddividendo poi il la linea verde del mondo in tre tipologie di giovani: quelli che se ne vanno, i “non riconosciuti” come soggetti capaci di intervenire nella realtà in cui vivono; i testardi, cioè quei giovani che stando sul territorio riescono a farsi riconoscere;  quelli che tornano, cercando di cambiare la realtà e questo è possibile quando le nostre comunità si aprono a coloro che sono andati via.
Tra i relatori anche Massimiliano Monetti, presidente nazionale settore Cooperative di comunità di Confcooperative Habitat, che ha spiegato come oggi il concetto di comunità sia cambiato e che questo mutamento ha prodotto una consapevolezza maggiore in coloro i quali decidono di restare ad abitare nei loro luoghi.
«Chi abita il territorio non vede le risorse che sono presenti come ricchezza – ha affermato -, per esempio il bosco, mentre con occhi esterni si vedono cose che coloro che ci vivono ignorano».
In chiusura don Antonio Giannone, Vicario Episcopale per lo sviluppo umano integrale, ha spiegato come «Ciò che è spirituale è davvero umano e ciò che è umano è davvero spirituale, come manifestazione di una dimensione unica». Sul palco sono saliti anche la presidente dell’associazione Il Valore Cinzia Vizzarri, il presidente dell’Avis Santa Croce Flaviano Alfieri e ragazzi e ragazze che hanno spiegato perché hanno scelto di rimanere sul territorio e, d’altro canto, cosa significa andare via ed essere sempre pervasi dalla nostalgia dei propri posti.
«Oggi abbiamo seminato il seme della speranza – il commento entusiasta di Cinzia Vizzarri -. Questo sarà solo il primo di una serie di incontri attraverso i quali vorremmo che la comunità diventasse parte attiva di un cambiamento sociale ed economico. Il sostegno di professionisti, come i relatori che sono intervenuti oggi ed ognuno per il proprio settore, è fondamentale per una nuova sfida progettuale».

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