Chirurghi all’opera in Burundi grazie ai volontari

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L’associazione ‘Amore senza frontiere’ insieme a tre professionisti molisani ha compiuto l’ennesima missione umanitaria nel villaggio di Ngozi

30.10.2023
di Valentina Ciarlante

Un ‘Amore senza frontiere’ che cresce sempre di più come i piccoli adottati a distanza dai volontari.

WhatsApp Image 2023 10 16 at 11.10.03WhatsApp Image 2023 10 16 at 11.12.57Si è conclusa alla metà del mese di ottobre la ‘trasferta’ in Burundi dell’organizzazione isernina e gli operatori, dopo aver vissuto 15 giorni intensi con la popolazione di Ngozi, hanno riportato a casa un carico di emozioni e di soddisfazioni.

«Il viaggio è stato proficuo», esordisce sorridente e commossa Edwige Campoli, vicepresidente e anima di Amore senza frontiere, che ha guidato in Africa la squadra composta da tre chirurghi Carlo Pietrantuono, Rossella Cornacchione, Concetta Prioriello nell’ennesimo viaggio umanitario.

Da anni ormai l’associazione presieduta da Antonio Monaco si occupa di portare aiuto alle famiglie che risiedono nel villaggio di Ngozi, garantendo un sostentamento ai bambini anche a distanza e stavolta la WhatsApp Image 2023 10 16 at 11.16.56missione ha riguardato soprattutto l’aspetto sanitario.

I tre chirurghi hanno prestato la loro opera nell’ospedale ‘Monsignor Joseph Martin’ di Ngozi, effettuando ben 62 interventi, tutti riusciti, in 15WhatsApp Image 2023 10 16 at 11.18.11 giorni. Un’attività che ha visto la collaborazione delle donne del posto. Tutte, ancora una volta, hanno mostrato grande orgoglio, impegno e un carattere operoso.

WhatsApp Image 2023 10 16 at 11.34.01Tra loro c’è Annich, una signora alla quale Amore senza frontiere è vicina da anni e che ha visto cancellare in un attimo la sua abitazione dal maltempo. La casa in cui viveva con la famiglia è stata spazzata via dalle intense piogge, ma ora grazie ai volontari è rinata insieme alla sua proprietaria.

«L’abbiamo ricostruita», racconta Edwige Campoli, sottolineando poi l’emozione di aver visto diplomarsi uno dei bambini adottati a distanza più di 10 anni fa.WhatsApp Image 2023 10 16 at 11.41.09
«Le suore dell’orfanotrofio utilizzano in maniera oculata i fondi che mandiamo – ha proseguito al ritorno dal Burundi – e poi ci sono i nostri ragazzi, ormai sono diventati uomini, hanno studiato e alcuni frequentano l’Università, altri hanno imparato un mestiere e lavorano come meccanico, sarta, panettiere eccetera. Siamo tutti molto soddisfatti di quello che riusciamo a fare».

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