Orsa Amarena, prosegue la mobilitazione dei volontari

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Dopo la folla della manifestazione a San Benedetto dei Marsi c’è la presa di posizione dell’associazione L’Altritalia Ambiente che si dice pronta a costituirsi parte civile nel processo contro l’uomo che ha sparato all’amato animale

 

14.09.2023
di Valentina Ciarlante

L’ondata di indignazione per l’uccisione dell’orsa Amarena non si ferma.

Dopo la manifestazione tenutasi simbolicamente a San Benedetto dei Marsi, ovvero il centro abruzzese in cui l’orsa amata e ormai abituata a frequentare luoghi abitati è stata uccisa il 31 agosto scorso, la mobilitazione di ambientalisti e non prosegue.

A prendere posizione ora è l’Altritalia Ambiente, associazione che tra i propri quadri nazionali vede il molisano Filippo Poleggi.

Ed è stato proprio lui, vicesegretario a livello centrale, ad attivare sul territorio una campagna di sensibilizzazione circa la convivenza tra uomo e fauna selvatica.

«L’uccisione dell’orsa Amarena è un atto vile, inaccettabile e ingiustificabile nel contesto di una società altamente evoluta che ha la presunzione di considerarsi civile – dichiarano i membri della direzione nazionale de L’Altritalia Ambiente -. Siamo pronti a costituirci parte civile contro il presunto responsabile. Ci viene da chiedere se non siano troppe le armi in circolazione e se non siano troppe le licenze di caccia in un territorio già fortemente provato dall’urbanizzazione selvaggia, dall’inquinamento e dalle catastrofi naturali».

L’uccisione di Amarena ha destato particolare sconcerto tra i soci de L’Altritalia che avevano scelto proprio l’orsa e i suoi cuccioli quali testimonial dell’associazione, stampando la loro effige sulle tessere ufficiali.

 «Ci auguriamo che la magistratura intervenga decisamente ed energicamente per punire i responsabili di questo triste episodio – spiegano ancora dall’associazione -. Tuttavia una buona dose di responsabilità è da attribuire anche a una certa politica che demonizza la fauna selvatica. Apprezziamo comunque la fermezza con cui la regione Abruzzo ha condannato il fatto e che è pronta anch’essa a costituirsi parte civile come abbiamo dichiarato noi».

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