Il costo dei testi rappresenta un terzo dello stipendio medio di un lavoratore
14.09.2023
di Valentina Ciarlante
Finite le vacanze, che per molti sono state al risparmio considerando le tendenze del mese di agosto anticipate dalle associazioni turistiche, è tempo di analizzare un altro fenomeno che grava sulle famiglie: il caro libri.
Sulla base dello studio realizzato da Adoc ed Eures in tre grandi aree metropolitane del Nord, del Centro e del Sud, ovvero Milano, Roma e Napoli, emerge che le famiglie italiane spenderanno 1,45 miliardi di euro per l’acquisto dei libri scolastici per i 4.313.300 studenti iscritti alle scuole secondarie superiori di primo e secondo grado.
Una spesa che rappresenta circa un terzo della retribuzione di un lavoratore medio. In particolare dall’analisi sull’acquisto dei libri del primo anno risulta che la spesa per un figlio è di 322 euro per le scuole medie e di 501 euro per le scuole superiori di secondo grado.
Il caro libri appare omogeneo sia al nord sia al sud: i costi per i testi delle scuole superiori di primo grado sono mediamente di 330 euro a Napoli, di 321 a Milano e di 315 a Roma, ma variano a seconda dell’indirizzo scolastico.
L’Adoc spiega poi che alle spese dei libri di testo occorre sommare il costo dei dizionari di latino e greco, che si aggira complessivamente intorno a 150 euro, quello del materiale scolastico pari a circa euro e altre spese, per l’acquisto di zaini, astucci, quaderni e cancelleria, con costi che mediamente si aggirano attorno a 120 euro.
Per una famiglia la spesa per l’acquisto dei libri di testo e del materiale scolastico si attesterebbe a circa 800 euro, mentre sarebbe pari a 442 euro per un figlio che frequenta la prima media e a 621 euro per un figlio iscritto al primo anno di una scuola superiore di secondo grado. In quest’ultimo caso la spesa per i libri e per il materiale corredo scolastico di due figli a inizio ciclo andrebbe ad attestarsi a 1.060 euro, senza considerare i costi aggiuntivi. Il costo per l’acquisto dei soli libri scende tuttavia nel corso degli anni successivi (anche per la presenza di volumi acquistati nel primo anno ma utilizzati per due o tre annualità), portando la spesa media annua per l’acquisto dei libri a 200 euro per le scuole superiori di primo grado ed a 340 euro per le scuole secondarie di secondo grado.
«I costi per l’acquisto dei libri di testo sono troppo elevati – ha commentato la presidente dell’Adoc nazionale, Anna Rea -. Le famiglie, già vessate dal caro prezzi e dagli aumenti dei carburanti e delle bollette di energia e gas, si trovano soprattutto quest’anno con una spesa difficile da coprire. Esistono misure e agevolazioni messe in campo da Stato, Regioni e Comuni per garantire la fruizione dei libri di testo per gli alunni meno abbienti tuttavia queste risorse interessano soltanto una parte delle famiglie con ISEE fino a 13/15 mila euro, coprono il 40/50% delle spese e, spesso, registrano gravi ritardi nella loro erogazione rispetto al calendario scolastico in corso, rischiando di aggravare le diseguaglianze sociali e generare ulteriori discriminazioni». «Il diritto allo studio per tutti è un principio costituzionalmente garantito – ha proseguito la presidente dell’Adoc – pertanto chiediamo di rendere detraibili nella misura del 19% anche le spese per l’acquisto dei libri scolastici, così come avviene per le spese sanitarie. Ciò comporterebbe per lo Stato un costo pari a 277 milioni di euro annui, la cui copertura non dovrebbe risultare particolarmente complessa. Vista l’emergenza per le famiglie, chiediamo inoltre agli enti locali e alle scuole di aiutare le famiglie a trovare tutte le soluzioni possibili per venire incontro alle necessità dei cittadini abbassando i costi, favorendo l’usato e i gruppi di acquisto. Infine, facciamo un appello anche alle case editrici affinché siano meno rigide, evitando di ritoccare al rialzo, ogni anno, i listini».


