La portavoce Pallucchi ha partecipato al vertice col ministro Fitto e con la viceministra al Lavoro Bellucci, esponendo le proprie preoccupazioni per le modifiche ipotizzate per il Piano, che potrebbero determinare conseguenze per il non profit
27.08.2023
di Valentina Ciarlante
Sono 144 le proposte di modifica al Pnrr presentate da diverse amministrazioni, ne ha dato notizia il ministro per gli Affari Europei e per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza Raffaele Fitto.
L’esponente del Governo ha spiegato che si è conclusa una prima analisi relativa all’ipotizzata revisione complessiva del piano e la conseguente apertura del capitolo RePowerEu e che l’obiettivo non è abolire ma riprogrammare.
In molti hanno storto il naso, allarmati dalla possibile cancellazione di progetti e opere e tra coloro che hanno chiesto di stanziare risorse a supporto che la portavoce del Forum nazionale del Terzo Settore Vanessa Pallucchi.
«In assenza di coperture alternative al Pnrr – ha scritto in una nota -, il Paese rischia l’arretramento sulle attività di prevenzione idrogeologica e l’aggravamento delle disuguaglianze sociali. Al Ministro Fitto abbiamo quindi sottolineato l’urgenza di individuare risorse nuove e certe per assicurare la continuità dei progetti previsti dalle misure oggetto di revisione. Si tratta di interventi fondamentali per ridurre i danni alle persone e ai territori causati dalla crisi climatica, oltre che per la tenuta sociale: pensiamo, ad esempio, agli interventi sulle periferie, le aree interne, le zone ad alta presenza di mafia».
Il confronto è avvenuto durante un vertice proprio col ministro Fitto sul Pnrr e alla presenza anche di Maria Teresa Bellucci viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali.
«Il Ministro Fitto ha raccolto diverse nostre osservazioni e, rispetto alla Cabina di regia sul Pnrr, ha assicurato d’ora in avanti più attenzione al ruolo del Terzo Settore – ha proseguito Pallucchi –, oltre a un suo maggiore coinvolgimento nell’attuazione del Pnrr. La gestione di risorse così importanti per il Paese ha bisogno di ascolto reale di tutte le parti sociali e delle istituzioni territoriali».


