Il candidato Governatore si è interfacciato con le associazioni nella sede regionale dell’Avis. Massaro: Il mondo del volontariato è sempre più variegato: le istituzioni non possono prescindere da noi
22.06.2023
di Valentina Ciarlante
Promesse mancate negli ultimi cinque anni di amministrazione regionale e obiettivi futuri da raggiungere per un Terzo Settore troppo spesso trascurato dalle istituzioni locali.
È iniziata con un excursus sul recente passato e con una panoramica sulle attività quotidiane delle associazioni l’incontro svoltosi nella sede Avis di Ripalimosani tra gli operatori del Sociale e Roberto Gravina, candidato alla presidenza della Regione Molise.
L’evento è stato organizzato dal CSV Molise, in risposta a una sollecitazione arrivata dallo stesso Gravina e nell’occasione l’avvocato, primo cittadino di Campobasso, ha avuto modo di conoscere un mondo variegato, che spazia in tanti ambiti: disabilità, donazione sangue e
sostegno al sistema sanitario pubblico, celiachia e tanto altro.
In apertura dei lavori il presidente del Centro di servizio Gian Franco Massaro ha ribadito quanto le oltre 700 associazioni del Molise trovino supporto nel CSV e come tale organizzazione abbia faticato a dialogare con l’istituzione regionale negli ultimi cinque anni. In effetti le basi realizzate nel corso degli incontri col presidente uscente e con i diversi assessori al ramo non si sono mai tradotti in atti concreti, nello specifico non hanno prodotto la ratifica della convenzione sottoposta dal CSV proprio all’attenzione del Governatore.
È stato quindi ribadito che il Molise potrebbe seguire la buona pratica in uso in altre Regioni, vale a dire quella di dialogare, di confrontarsi e di co-progettare con il Centro di servizio, unico organo che riesce a interpretare i molteplici bisogni del mondo del volontariato.
«Ringrazio il CSV per il lavoro che svolge ogni giorno al fine di rendere un Molise più inclusivo, più sano – le parole di Gravina -. E ringrazio il presidente Gian Franco Massaro perché mi concede la possibilità di spiegare ciò che riteniamo utile in favore delle persone con disabilità. La strada che ci indicano gli studi più moderni è quella di stimolare il welfare comunitario, accorciando le distanze tra il portatore di bisogno e gli interventi sociali e socio sanitari. Significa diminuire il distacco tra istituzione e cittadinanza investendo sul rafforzamento delle reti e ammodernando l’assetto normativo regionale, affinché si possa garantire universalità delle prestazioni, efficacia ed efficienza nell’utilizzo delle risorse. Noi pensiamo che ciascuna persona con disabilità, e i suoi caregiver, debbano ricevere più di quanto garantisce attualmente il sistema-Molise».
Intervenuti dalla platea Pasquale Spagnuolo, presidente di Avis Termoli, che ha evidenziato le numerose problematiche relative alla Sanità, Maria Mastroiacovo, presidente dell’associazione Cielo e Terra, la quale ha nuovamente evidenziato le lacune del sistema per il ‘dopo di noi’ dei disabili, Vincenzo Germano, presidente dell’associazione Le Ali, che ha sottoposto all’attenzione della platea le difficoltà con cui fanno i conti le famiglie e i bambini con i disturbi dello spetto autistico, e altri presidenti di associazioni.
«Il primo passo è una migliore quantificazione delle necessità reali – ha proseguito Gravina -. Un esempio concreto. Data la dimensione della regione e attraverso un lavoro di rete con gli Ambiti territoriali sociali istituiamo un sistema di rilevazione quantitativa dei fenomeni e dei bisogni sociali. Un ‘osservatorio’ che raccolga, elabori e traduca i dati provenienti dal territorio e fornirli alla ‘cabina di regia regionale’ affinché si possano programmare meglio gli interventi. Secondo punto, programmazione e monitoraggio da portare avanti tramite un Piano sociale regionale nuovo e ambizioso che tenga conto dei fondi Pnrr e del post pandemia. Sarebbe il primo passo per ammodernare l’assetto dei servizi socio sanitari regionali coinvolgendo tutte le anime del Terzo Settore, le famiglie, la comunità e gli utenti stessi. Con lo strumento del Bilancio sociale e programmando in maniera puntuale i servizi potremo rispondere alle necessità delle persone con disabilità. E allora miglioriamo i servizi di assistenza per le persone affette da disabilità gravi e gravissime. Facciamolo attraverso l’integrazione con il Piano per la non Autosufficienza 2022- 2024 che prevede, tra l’altro, la presa in carico di ciascuna situazione sui piani sociale e socio sanitario; facciamolo con il rafforzamento della Porta Unica D’Accesso (PUA) e con l’istituzione delle Case della Comunità per avvicinare istituzioni e territori».


