Caos sanità in Molise, la Lilt scende in campo in difesa dei malati

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L’associazione provinciale di Campobasso dura contro il Commissario ad acta Donato Toma, circa i decreti che pongono in capo all’ospedale Cardarelli la prescrizione della Radioterapia che invece viene erogata dal Gemelli. La presidente Franchella: «Si sono voltate le spalle ai pazienti»

 

22.02.23
di Valentina Ciarlante

Un caos che sta generando apprensione e che sta mettendo a rischio la sopravvivenza di una struttura d’eccellenza come il Gemelli Molise.

Lo scontro in atto tra la struttura sanitaria e il commissario ad acta alla sanità Donato Toma in merito alla prescrizione della Radioterapia e al tetto di spesa per i privati convenzionati è al centro del dibattito politico di queste settimane e provoca tensione tra pazienti e dipendenti i quali ieri, partecipando al consiglio regionale indetto proprio per analizzare il caso, hanno manifestato tutta la loro preoccupazione per un futuro incerto.
L’Aula ha votato un documento con cui impegna il Governatore-commissario a rivedere i decreti che hanno modificato il modus operandi attuato finora, che hanno stabilito ciò una decurtazione rispetto al passato del budget per le prestazioni erogate dal Gemelli e la prescrizione delle terapie radioterapiche in capo all’ospedale Cardarelli.
toma papa 1280x720La diatriba probabilmente finirà nelle aule di Tribunale, considerando che il presidente di Gemelli Molise, Stefano Petracca, ha annunciato di essersi rivolto alla Procura della Repubblica. D’altro canto il commissario Toma, ieri a colloquio con la struttura tecnica del ministero della Salute, ha annunciato che nel caso in cui il Gemelli non dovesse più erogare la terapia, l’ospedale pubblico di Campobasso sarebbe pronto a garantire il servizio.
Nella vicenda irrompe la Lilt Campobasso, che da oltre 20 anni si occupa del trasporto die malati oncologici al Gemelli, oltre che di fornire loro un fondamentale supporto psicologico.
«Si sono voltate le spalle ai malati oncologici – si legge nella nota inviata dalla presidente della Lilt Campobasso Milena Franchella -. Dal 2002, in seguito al terribile terremoto di San Giuliano di Puglia, la nostra associazione garantisce un servizio gratuito ai pazienti oncologici, accompagnandoli al Gemelli Molise per fare la radioterapia. Il trattamento radioterapico è una tappa fondamentale per ottenere la guarigione dalla malattia. Il progresso tecnologico e le conoscenze scientifiche hanno consentito in questi anni di personalizzare il trattamento delle malattie oncologiche che è il vero progresso in questo campo. Da quando è entrato in vigore il DCA che ha di fatto posto un vincolo amministrativo alla possibilità dei molisani di effettuare il trattamento radioterapeutico presso il Gemelli Molise, ci sono state tantissime disfunzioni, perdite di tempo e mancate risposte. Anche voci autorevoli rappresentateMilena Franchella dalle società scientifiche hanno dichiarato formalmente l’inammissibilità dell’intervento della struttura commissariale evidenziando le conseguenze che questo tipo di limitazione comporterà sulla salute dei molisani. Motivazioni di tipo amministrativo non possono giustificare questa situazione.
L’associazione provinciale di Campobasso della Lilt ha deciso così di scendere in campo a difesa di pazienti fragili che in questi giorni stanno vivendo il disagio di non sapere come accedere alle terapie salvavita e soprattutto fino a quando.
«È necessario rimettere al centro del dibattito politico la persona, il diritto alla salute e il diritto alla cura – conclude la presidente della Lilt Campobasso Milena Franchella -. Non è pensabile fare budget sulla pelle dei malati oncologici, non è pensabile tagliare sulle terapie salvavita, non è pensabile che i numeri pesino più della dignità, non è pensabile che la burocrazia valga più della vita delle persone. Noi non lasceremo soli i pazienti oncologici a combattere questa assurda battaglia e chiediamo a gran voce che venga modificato. I nostri pazienti, ma tutti noi molisani grazie a questo provvedimento, non abbiamo più la garanzia di un accesso equo alle cure nel nostro territorio e questo produrrà inevitabilmente una migrazione fuori regione e tutto ciò finirà per ripercuotersi negativamente sul bilancio della sanità, rendendo vano il risultato che lo stesso DCA vuole ottenere, quello cioè di razionalizzare la spesa sanitaria regionale. E' facile prevedere dove tutto ciò ci condurrà in termini di salute».

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