A Venafro grandi spunti dal convegno dal titolo ‘I giovani e la sicurezza in rete’, svoltosi nella Palazzina Liberty su iniziativa dell’Istituto omincomprensivo Giordano e dell’associazione Stop Bullismo, patrocinato dalla Presidenza del Consiglio regionale, dall’Ordine dei Giornalisti, dall’Ussi Molise, dalla Garante dei diritti della persona e da altre associazioni che fanno parte del tavolo tecnico
10.02.2023
Un confronto equo e sincero, in cui non c’è chi sale in cattedra e chi ascolta dalla ‘platea’, perché ascoltarsi aiuta a trovare soluzioni.
Un primo passaggio, su un percorso che vorranno attraversare insieme la Presidenza del Consiglio regionale del Molise, istituzioni e associazioni, è stato compiuto a Venafro, durante l’incontro organizzato dall’Istituto omnicomprensivo Giordano in occasione della giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo.
Nella sala convegni della Palazzina Liberty si è tenuto un’interessante conferenza organizzata con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti del Molise, che ha garantito anche i crediti formativi per l’occasione e con la presenza di tutti i componenti del tavolo tecnico regionale contro il bullismo, quindi oltre alla Presidenza del Consiglio, la Garante dei diritti della persona della Regione, il Corecom, l’associazione Stop bullismo, il Comune di Macchia d’Isernia, l’USSI Molise, l’associazione Liberaluna e l’organizzazione Metoo e la Consigliera di Parità delle province di Campobasso e Isernia.
Come individuare vittime e bulli, analizzare la genesi del comportamento di chi prende di mira un’altra persona e ancora prevenzione e comunicazione, quella corretta e senza paura, oltre i tabù per far emergere un fenomeno odioso, presente anche nella realtà molisana e molto diffuso attraverso il web, e quindi contrastarlo.
Il dirigente scolastico dell’Istituto Giordano Marcellino D’Ambrosio ha aperto i saluti parlando di come la sua scuola che è definita tecnicamente ‘polo’ proprio contro il bullismo, abbia già attuato un progetto sull’uso consapevole dello smartphone.
Del resto il titolo dell’evento era proprio ‘I giovani e la sicurezza in rete’, ed è su questo che il sindaco di Venafro Alfredo Ricci ha sollecitato tutti i presenti.
«Parlare di certe situazioni non è disdicevole e nemmeno disonorevole – ha dichiarato -. Siamo tutti dalla stessa parte. Attraverso il patto di comunità che è stato appena sottoscritto sicuramente potremo realizzare tante attività per i nostri ragazzi e contrastare al contempo la dispersione scolastica».
A coordinare i lavori della giornata il docente e giornalista Marco Fusco, il quale ha puntato l’attenzione sulla necessità di coinvolgere i genitori nel dibattito e nella lotta al bullismo.
Il presidente del Consiglio regionale Salvatore Micone ha sottolineato l’impegno che il tavolo tecnico sta profondendo per promuovere progetti utili ad accendere i riflettori sul problema e ha annunciato la firma di un altro protocollo d’intesa, stavolta con le Forze dell’Ordine, relativo alla sicurezza e poi a un progetto in essere col Corecom sul patentino digitale.
«Dobbiamo costruire una rete per diffondere valori importanti – ha detto il presidente -. Questa sfida e questa battaglia appartiene a voi ragazzi e dovete vincerla voi per il vostro futuro».
Il sindaco di Macchia d’Isernia Giovanni Martino, illustrando gli obiettivi del tavolo tecnico, ha garantito che in tempi brevi si cercheranno di ottenere risultati.
È stata poi la volta del presidente del Corecom Fabio Talucci, che dopo le cinque giornate organizzate nelle scuole della provincia di Campobasso, sta per promuovere la stessa iniziativa in alcuni Comuni della provincia di Isernia. 
«Torneremo per fare prevenzione – ha detto -. Coinvolgiamo di più le famiglie».
Il presidente dell’associazione Stop bullismo Fabio Iannucci ha elencato le situazioni gravi registrate dalla cronaca nazionale nelle ultime settimane e, citando la testimonianza di una vittima di bullismo, ha sottolineato il bisogno di riscoprire i valori dell’amicizia e del rispetto.
Lo studente del Giordano Antonio Iannarelli ha sintetizzato il progetto attuato nei mesi scorsi proprio sul giusto utilizzo dei dispositivi tecnologici, quindi la docente Paola Di Iorio, responsabile bullismo dell’Istituto Giordano di Venafro, ha ricordato che la scuola da anni celebra l’evento del 7 febbraio e che quest’anno ha voluto ampliare il raggio d’azione e acquisire più punti di vista per contrastare il fenomeno in maniera puntuale.
La Garante dei diritti della persona della Regione Molise Paola Matteo ha aperto gli interventi dei relatori parlando della Carta de diritti dei minori e della Convenzione Onu che sancisce la necessità di proteggerli.
«Il cyberbullismo ha gravissime conseguenze a livello psicologico, – la sua relazione -, porta a crisi d’ansia, all’autolesionismo e nei casi più gravi al suicidio. Se ne parla poco, ma bisogna affrontarlo. In Europa si registrano tre suicidi di adolescenti al giorno e questa rappresenta la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali. I traumi infantili possono avere conseguenze nella vita adulta e la chiave di tutto risiede nell’emotività. Non dipendiamo dai cuoricini su Instagram, ma concentriamoci sulle emozioni».
Con una provocazione chiara e diretta il presidente di Metoo Pasqualino De Mattia ha chiesto a tutti di non indirizzare tutte le responsabilità sulla scuola.
«Facciamo uno sforzo comune di entrare nel merito e di conoscere questi fenomeni. La prevenzione è alla base, ma è importante anche la rieducazione, punire solamente non è la soluzione. Entriamo nella mente del bullo e spieghiamogli che è sbagliato».
La psicologa Emanuela Teresa Galasso, consulente del Centro antiviolenza gestito dall’associazione Liberaluna, ha invitato i ragazzi a porsi delle domande: «Per essere riconosciuti dobbiamo riconoscere l’altro».
La presidente dell’USSI Molise, Unione stampa sportiva italiana, Valentina Ciarlante, partendo dall’esperienza di Mario Amatuzio, 17enne di Bojano nominato Alfiere della Repubblica dal Capo dello Stato Sergio Mattarella e dall’attività di integrazione che svolge il centro Sprar di Venafro, ha parlato di inclusione e dell’importanza delle parole.
«Noi giornalisti, con la responsabilità che portiamo in capo, cioè quella di informare, non dobbiamo avere timore di rendere note certe realtà – ha dichiarato -. Dobbiamo contribuire ad abbattere il muro di omertà che attornia questi fenomeni e con l’aiuto dei ragazzi possiamo rendere note anche le realtà più scomode. Nel prossimo incontro potrebbero essere da questa parte della sala e raccontarci di loro. Anche la comunicazione sportiva narra spesso di casi di molestie, bullismo, vessazioni, come quelle subite dalle ormai ex Farfalle della ginnastica ritmica, costrette a diete ossessive da chi doveva guidarle, o come quelle subite dalla campionessa di nuoto sincronizzato Linda Cerruti, vincitrice di otto medaglie europee e presa di mira dagli odiatori dei social per via di una foto artistica. Lavoriamo per abbattere tutto questo».
Le conclusioni sono state affidate al presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Molise Enzo Cimino che facendo ascoltare alle ragazze e ai ragazzi presenti la hit di Vasco Rossi ‘Mi si escludeva’, ha proposto questo tema come hashtag, simbolo di una battaglia comune contro discriminazioni ed esclusioni.
«La violenza verbale e psicologica altro non è che la manifestazione di un disagio», ha detto proponendo di affrontare il problema da tutte le angolazioni.


