In 200 all’evento organizzato da CSVnet a Firenze, che ha portato al varo di un documento che definisce l’agenda del sistema dei 49 Centri di servizio per i prossimi anni. Presente anche la delegazione del Molise
31.01.2023
di Valentina Ciarlante
L’agenzia di sviluppo prende forma: i contributi inseriti in un contenitore ideale composto, pezzo per pezzo, dai 49 Centri di servizio italiani, da esperti e stakeholder di settore, come le fondazioni di origine bancaria che, sotto il controllo della fondazione Onc, finanziano gli stessi CSV, si sono materializzati in un ambizioso manifesto.
Un documento, firmato il 28 gennaio scorso all’Innovation Center di Firenze, che sintetizza il lavoro svolto dalla Governance di CSVnet nell’arco dell’ultimo anno e mezzo, periodo in cui da Roma è partito un tour territoriale alla scoperta di sollecitazioni e idee necessarie a supportare la nuova sfida, quella appunto della trasformazione dei CSV in agenzie di sviluppo, ovvero organismi ancora più aperti alle comunità in favore di cui operano.
Tutti d’accordo, quindi nel valorizzare maggiormente competenze e know-how di ogni singolo CSV, rafforzando al contempo la rete tra tutti gli organismi, che rappresentano un punto di riferimento dell’universo Terzo Settore, grazie a 25 anni di impegno ed esperienza sul campo, a stretto contatto con le associazioni e con gli enti.
Legami sociali, connessioni sono alcune delle parole chiave della manifestazione svoltasi venerdì 27 e sabato 28 gennaio a Firenze, con la partecipazione di oltre 200 persone, in gran parte referenti dei Centri di servizio del Paese. Presente anche la delegazione del CSV Molise, composta dal presidente Gian Franco Massaro, la direttrice Lorena Minotti e la responsabile dell’Area Amministrativa Daniela Vergate, per contribuire con le istanze e le buone pratiche di questa piccola terra.
Cuore dell’evento, organizzato da CSVnet con la collaborazione di Cesvot e col sostegno di Crédit Agricole Italia e Innovation Center Fondazione CR Firenze il convegno ‘Fare bene insieme, consolidare ed evolvere. Luoghi per parlare di vision’. I lavori si sono conclusi con la firma del manifesto che fissa i principi che orienteranno sforzi e gli investimenti: «Promuovere la crescita delle esperienze associative – spiegano dal CSVnet – alimentare la collaborazione tra le realtà del volontariato; favorire la cooperazione tra volontariato, istituzioni e imprese; valorizzare le forme emergenti di volontariato; animare la cultura della convivenza, del dono e dell’aiuto; sviluppare le capacità organizzative del volontariato; riconoscere l’orizzonte dei diritti, focalizzare i problemi e le sfide dei territori a livello nazionale».
«Abbiamo di fronte due grandi sfide – il commento della presidente di CSVnet Chiara Tommasini – in primo luogo favorire l’empowerment delle associazioni per fare in modo che sviluppino il loro potenziale organizzativo e la loro capacità di contare su nuove risorse. In secondo luogo, promuovere un lavoro di animazione territoriale per fare sì che le associazioni diventino punto di riferimento per le comunità, ad iniziare dalla pubblica amministrazione ma anche per imprese e fondazioni, per co-programmare e co-progettare le politiche di sostegno alle fragilità e di cura del territorio. Per fare questo – conclude Tommasini – dobbiamo viverci come agenzie di sviluppo del volontariato e lo faremo grazie alla direzione che questo Manifesto imprimerà al sistema».
Alla tavola rotonda conclusiva, moderata da Francesco D’Angella di Studio Aps, hanno preso parte, insieme alla presidente di CSVnet Chiara Tommasini, il viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci, il presidente di Acri Francesco Profumo e la portavoce del Forum Terzo Settore Vanessa Pallucchi.


