Da sempre sul campo per aiutare gli ultimi, la storica operatrice della Caritas è stata premiata al termine del convegno organizzato a Termoli in collaborazione col CSV Molise
09.12.2022
di Valentina Ciarlante
Il volontario costruisce un futuro diverso portando nel presente una migliore qualità della vita, questa la conclusione cui sono giunti comunemente relatori e partecipanti al convegno svoltosi a Termoli domenica scorsa.
L’evento organizzato dal CSV Molise, in tandem con la Caritas Diocesana di Termoli-Larino, ha celebrato in maniera profonda e riflessiva la Giornata internazionale del volontariato, che anche quest’anno è stata onorata da tutti i CSV d’Italia con numerosi eventi.
In occasione dell’iniziativa promossa dal Centro di servizio molisano nell’auditorium di Santa Maria degli Angeli si è proceduto anche a una premiazione
molto simbolica e sentita.
La storica operatrice della Caritas Diocesana del basso Molise Lia Maggiora Melis è stata insignita di un prestigioso riconoscimento, quello di volontaria dell’anno.
I direttori della Caritas Anna Bernardi e Vito Chimienti le hanno consegnato una targa per tributarle il doveroso omaggio rispetto al prezioso servizio svolto con amore, umiltà e passione per tanti anni sul territorio in favore delle persone in difficoltà. Lia Maggiora Melis è una delle prime volontarie impegnate nel Centro Ascolto e non si è mai tirata indietro rispetto alle numerose attività programmate dalla struttura.
La consegna della targa è arrivata al termine dell’interessante convegno che ha visto la presenza di monsignor Gianfranco De Luca, vescovo della Diocesi di Termoli-Larino, di Angiolino Laviola, vicepresidente vicario del CSV Molise e di Giuseppe Dardes, formatore dell’impresa sociale ‘L’aratro e la stella’
Nell’incontro, moderato dal giornalista Fabrizio Occhionero, il prelato ha ringraziato le organizzazioni non profit per il loro ruolo.
«Le associazioni di volontariato – ha dichiarato monsignor De Luca – sono per noi fondamentali in quanto rappresentano delle antenne pronte a recepire i bisogni del territorio e il nostro intento è quello di ascoltarle perché per essere Chiesa si ha bisogno di tutti».


