Con il Decreto Aiuti Ter stanziati 120 milioni per le associazioni. La presidente di CSVnet Chiara Tommasini aveva sollecitato un sostegno, registrando le gravi conseguenze della crisi in atto, sulle attività non profit
22.09.2022
di Valentina Ciarlante
Una misura necessaria, che forse non basterà ad arginare la crisi, ma che arriva come ossigeno per il non profit.
Nel Decreto Aiuti ter approvato qualche giorno fa, il Governo Draghi ha stanziato 120 milioni per gli enti del Terzo Settore per contrastare i drammatici effetti della crisi energetica.
La misura prevede anche un contributo pari al 25% della spesa sostenuta per l’acquisto di gas ed energia effettivamente utilizzati nel primo, secondo, terzo e quarto trimestre 2022 e questo capitolo è indirizzato specificamente alle associazioni che si occupano di servizio socio sanitari e sociali Come si legge nel testo della norma, si fa riferimento in particolare a quegli enti che svolgono attività : «In regime residenziale, semiresidenziale e domiciliare rivolti a persone con disabilità, che in conseguenza all’aumento dei costi dell’energia termica ed elettrica hanno subito un incremento dei costi dell’energia superiore al 30 per cento relativamente al medesimo periodo nell’anno 2019, è istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze un apposito fondo, con una
dotazione di 120 milioni di euro per l’anno 2022, per il successivo trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza del consiglio dei ministri, per il finanziamento, nei predetti limiti di spesa, di contributi a parziale ristoro dei costi effettivamente sostenuti per l’energia elettrica e termica dai predetti enti nei periodi del terzo e quarto trimestre del 2022».
Le domande potranno essere presentate entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto.
Proprio poche ore prima dell’approvazione del Decreto, la presidente di CSVnet, Chiara Tommasini aveva lanciato un appello forte al Governo, accogliendo le istanze di altri Centri di servizio esottolineando quanto la crisi energetica, dovuta al rincaro dei prezzi, stia comportando il rischio chiusura per molti enti del Terzo Settore che operano in attività fondamentali per la società e per le fasce deboli.
«“Si tratta di servizi di welfare fondamentali per la coesione sociale delle nostre comunità – ha spiegato Tommasini – e che consentono un notevole risparmio per le casse dello Stato. Ci aspettiamo quindi interventi di sostegno per tutti, – ha aggiunto – e che ci mettano nelle condizioni di concretizzare nuove possibili soluzioni, come era già stato chiesto ad esempio con l’attuazione dei decreti per la realizzazione delle comunità energetiche».
Foto principale Romatoday.it


