Il presidente dell’associazione consumatori chiede la modifica di alcune norme e l’intervento dell’Autorità garante per la concorrenza e il mercato
04.09.2022
di Nicola Criscuoli
Presidente Adoc Molise
Nel 2021 la spesa per beni di consumo privato è stata di 1.025,8 euro corrispondenti al 57,8% del PIL. Ciò vuol dire che, se l’inflazione ridimensionerà la capacità di acquisto dei consumatori italiani, crolleranno i consumi delle famiglie e avremo, come effetto immediato, il crollo dell’economia del nostro Paese.
Il Covid ha già provocato un arretramento dei consumi considerando che nel 2019 la quota di PIL determinata dai consumi si attestava al 59,3%. La situazione, in assenza di iniziative per
sostenere i consumi, si fa drammatica.
Da oltre sei mesi assistiamo alla denuncia ripetuta che l’inflazione è causata anche da fenomeni speculativi, ma non c’è stato a tal proposito alcun provvedimento sanzionatorio. Il motivo è molto semplice: dopo 30 anni di ubriacatura “liberista” ci accorgiamo che non ci sono gli strumenti normativi adeguati per contrastare le forme di aumento incontrollato dei prezzi dei beni di largo consumo.
Una norma, in realtà, ci sarebbe: è l’art. 501-bis del codice penale che punisce le “Manovre speculative su merci”, ma è risultata totalmente inefficace durante il periodo del Covid-19, quando
mascherine e altri dispositivi di protezione individuali sono divenuti oggetti introvabili e sempre più cari, in alcuni casi con incrementi dei prezzi oltre il 1.000%.
Se la politica vuole realmente contrastare gli evidenti fenomeni speculativi in atto, deve mettere mano alla normativa, deve individuare con provvedimento di carattere amministrativo i criteri tecnici in grado di stabilire sopra quale soglia un aumento dei prezzi possa considerarsi ingiustificato,
soprattutto in una fase storica emergenziale come quella attuale.
Per l’Adoc bisogna potenziare gli strumenti e la capacità di intervento dell’AGCM (l’Autorità garante per la concorrenza e il mercato), in quanto un aumento esorbitante dei prezzi determinato da un evidente fenomeno speculativo è configurabile come pratica commerciale scorretta e inoltre è necessario rafforzare i poteri e la struttura del Garante per la sorveglianza dei prezzi (Mr. Prezzi) che dovrebbe agire in stretto raccordo con l’AGCM.
Tutto questo sarà possibile solo se il mercato verrà regolamentato: occorre recuperare i fondamentali di una economia sociale di mercato che si propone di garantire sia la libertà di mercato che la giustizia sociale, armonizzandole tra di loro.
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