Tutti i Csv sono coinvolti nella battaglia fatta propria da CSVnet, lanciata dall’associazione Next, tesa a o-ttenere che il percorso che porta a una vera transizione non si fermi, nonostante la campagna elettorale e la crisi di governo
03.08.2022
di Valentina Ciarlante
Unire le forze, imprese, associazioni, enti locali, per produrre e condividere energia pulita.
Questo è il principio ispiratore delle comunità energetiche, organismo istituito dall’Unione Europea con una Direttiva per gli Stati membri che è stato fatto proprio dall’Italia. Un’opportunità per le associazioni che tuttavia non è ancora accessibile, in quanto manca l’ultimo passaggio che dà il via alla norma e alla pubblicazione dei bandi relativi al Pnrr sul tema rivolti ai piccoli Comuni, ovvero i decreti attuativi.
Per accelerare questo processo Next, associazione di promozione sociale impegnata nel promuovere la sostenibilità sociale e ambientale, promuovendo un’economia più attenta all’uomo e alla natura e la sensibilizzazione verso imprese green, ha lanciato un appello sulle colonne di Avvenire. Il quotidiano di ispirazione cattolica ha dato spazio all’iniziativa di cui il primo firmatario è Leonardo Becchetti, cofondatore di NeXt e docente di Economia Politica all’Università di Roma Tor Vergata e che ha registrato nell’arco di poco tempo l’adesione di 140 sottoscrittori. Tra questi anche il CSVnet, che ha inteso coinvolgere i CSV in questa battaglia ecologica.
«Una comunità energetica può essere uno “strumento di cittadinanza attiva, oggi fondamentale per dare forza e vitalità alla società civile che è baluardo della democrazia di fronte alle tentazioni populiste – si legge nell’appello – per rilanciare il valore delle comunità energetiche e l’esigenza di favorirne lo sviluppo.
L’obiettivo è pubblicare rapidamente i decreti attuativi e i bandi del Pnrr per attuare i progetti che molti operatori, cittadini e imprese hanno già messo a punto.
«Si chiede al Governo di non interrompere il processo normativo – il commento di Chiara Tommasini, presidente CSVnet – necessario per la creazione delle comunità e una reale transizione ecologica che metterebbe al riparo anche da rischi geopolitici».
«Le comunità energetiche da sole non sono certo la soluzione di tutti i mali, ma concorrono in modo significativo alla strategia complessiva in modo originale e non replicabile rispetto ad altre soluzioni – spiega ancora il professore Becchetti -. Oltre al contributo in termini di aumento di quota di produzione da fonti rinnovabili esse rappresentano infatti un modello di produzione diffusa e partecipata di energia nel quale i cittadini superano lo steccato dell’essere solo consumatori, soggetti ai capricci delle bollette, ma diventano prosumer e godono potenzialmente di una parte dei benefici dei produttori. Per questo motivo le comunità energetiche rappresentano un prezioso strumento di cittadinanza attiva, oggi fondamentale per dare forza e vitalità alla società civile che è baluardo della democrazia di fronte alle tentazioni populiste. Le comunità energetiche inoltre, premiando la coincidenza geografica tra produzione e consumo e la quota di energia prodotta auto consumata avranno un ruolo decisivo per risolvere il problema della trasmissione nelle reti elettriche del futuro in cui il traffico aumenterà significativamente».
Qui il testo completo dell’appello.
QUI IL TESTO COMPLETO DELL’APPELLO
foto principale Infobuild.it


