Fisco del Terzo Settore, ora si punta dritto all’Europa

sepio gabriele nuova

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Dopo l’approvazione del Decreto Semplificazioni ad opera della Camera si attende la conversione in legge e l’approvazione della Commissione. Passaggio propedeutico alla completa attuazione della Riforma. Tommasini: « Continueremo a sostenere le associazioni sui territori e a chiedere alla politica di rispettare gli impegni»

 

28.07.2022
di Valentina Ciarlante

 

Il via libera al Decreto Semplificazioni da parte della Camera ha finalmente aperto la strada all’attuazione completa della Riforma del Terzo Settore.

Grazie agli emendamenti approvati all’unanimità e inseriti nel testo esaminato dai deputati, la norma incrementa i fondi pubblici in favore del Terzo Settore e mette sul tavolo tutti quei temi fiscali che delimitano il campo delle associazioni in materia commerciale.
Non è finita però. Dopo l’ok del Senato, che verosimilmente arriverà la prossima settimana, e la conversione in legge, si attende il passaggio cruciale: il varo da parte della Commissione Europea.
L’avvocato Gabriele Sepio, esperto della materia, sul Sole 24 Ore, spiega quanto sia fondamentale questa fase per sbloccare i fondi destinati alle misure fiscali e a ulteriori aiuti al volontariato fermi dal 2016.
sepio gabriele nuova«Tra queste vi è la norma che introduce le nuove regole per inquadrare le attività svolte dagli Ets come commerciali o meno e che inciderà anche sulla possibilità per di accedere al social bonus o i regimi fiscali agevolativi previsti dal Codice del Terzo Tettore – si legge nell’articolo pubblicato sull’edizione del 28 luglio 2022 -. Pensiamo al regime forfettario (articolo 80 Cts) applicabile agli enti non commerciali con coefficienti di redditività a partire dal 5%, oppure alla misura prevista per organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale che, nel limite dei 130mila euro di entrate, potranno beneficiare di coefficienti di redditività ridottissimi (rispettivamente 1 e 3%)senza applicare l’Iva
né le ritenute. Restano al momento ferme anche le misure previste per le imprese sociali che mancano ancora di un regime fiscale di favore».
L’esame dell’Unione europea è necessario anche per istituzionalizzare il regime fiscale agevolato, cioè la detassazione dei risparmi con cui gli Ets dovranno finanziare le attività delineate nei propri Statuti, oppure per garantire la detrazione Irpef o dell’Ires del 30% a chi vuole scommettere e investire nelle imprese sociali, quindi nel non profit.
«Altrettanto fondamentale per gli Ets – prosegue Sepio – è la piena operatività degli strumenti di finanza sociale con il via libera ai titoli di solidarietà (articolo 77 Cts) con i quali si potrà incentivare la raccolta finalizzata alla concessione di prestiti agevolati a favore degli enti del Terzo Settore. L’attesa dell’autorizzazione Ue prolunga, inoltre, il periodo transitorio Iva con il rischio di escludere dal regime di esenzione molte attività di interesse generale svolte dagli Ets non commerciali,come, ad esempio,le prestazioni socio sanitarie o quelle di ricovero e cura. Fino alla operatività delle misure fiscali resterà inoltre “congelata” l’anagrafe Onlus che non consentirà nuove iscrizioni bloccando nel contempo tutte quelle realtà che, svolgendo attività commerciale, dovranno attendere necessariamente il varo delle nuove misure fiscali prima di entrare nel Runts».
L’appello di Chiara Tommasini e l’impegno dei CSVtommasini chiara
Chiara Tommasini, presidente del CSVnet, l’associazione dei Centri di servizio, ha salutato con soddisfazione il via libera della Camera al Dl Semplificazioni, non risparmiando però di ricordare alla classe dirigente del Paese quanto l’impegno, che in queste ore ha visto unità di intenti per il Terzo Settore, debba proseguire.
«La politica ha dimostrato che se vuole può passare dalle parole ai fatti – si legge nella sua nota ufficiale -, trasformando l’apprezzamento per il contributo del Terzo Settore e dei volontari in atti legislativi concreti. Dietro alla definizione della normativa fiscale non ci sono solo questioni tecniche: è in gioco l’impianto complessivo di una riforma che le associazioni hanno accolto come sfida, non senza costi e difficoltà. Come Centri di servizio per il volontariato da anni accompagniamo questo processo e sappiamo bene quanto sia complesso e oneroso l’adeguamento, non solo in termini di adempimenti burocratici, ma anche come cambiamento della cultura operativa e organizzativa degli enti. Continueremo a sostenere le associazioni sui territori e a chiedere alla politica di rispettare gli impegni e riconoscere concretamente il contributo fondamentale che il Terzo Settore sta dando al Paese».

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