5 per mille 2021, volontariato ancora in cima alle preferenze dei contribuenti

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Sul sito dell’Agenzia delle entrate sono stati pubblicati gli elenchi degli ammessi e degli esclusi. Quasi 507 milioni per 72.738 enti e tra questi oltre 52mila sono organizzazioni non profit

 

16.06.2022
di Valentina Ciarlante

 

Il volontariato si conferma affidabile e uno dei settori in cui i cittadini italiani credono di più.

È il dato che emerge dagli elenchi degli ammessi al contributo del 5XMille relativo all’anno 2021, che sono stati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate sul proprio sito web.
Sono oltre 72mila gli enti ammessi, cui verranno distribuiti 507milioni di euro.
Sulla base delle scelte operate dai contribuenti e inserite nella dichiarazione dei redditi, il volontariato è destinatario di oltre 331milioni e ha ottenuto nuovamente il primato tra tutti i settori. Sul secondo gradino del podio la ricerca sanitaria, che riceverà oltre 76milioni di euro, mentre al terzo posto c’è la ricerca scientifica, che ‘incasserà’ 66,2 milioni di euro. Dopo gli enti non profit si registra la presenza dei circa 8mila Comuni italiiani (14,9 milioni di euro), delle associazioni sportive dilettantistiche (15,4 milioni), degli enti per la tutela dei beni culturali e paesaggistici (con oltre 2milioni) e egli enti gestori delle aree protette (609mila euro).
Andando a evidenziare i numeri, sul totale di 72.738 enti ammessi, risulta che le organizzazioni di volontariato siano 52.162. Le associazioni sportive dilettantistiche risultano 11.854, gli enti impegnati nella ricerca scientifica sono invece 528, gli enti che operano nel settore della sanità 106, gli enti dei beni culturali e paesaggistici 146 e gli enti gestori delle aree protette 24.
In seguito alla pubblicazione dei dati la presidente di CSVnet Chiara Tommasini ha inteso ribadire il suo secco ‘no’ alla propsta di legge del senatore Gianfranco Rufa, che punta ad allargare il campo dei destinatari del 5XMille con l’inserimento del fondo assistenza per il personale in servizio delle Forze dell’ordine.
«Si tratta di una proposta che andrebbe a snaturare le caratteristiche dell’istituto – ha affermato – nato per valorizzare, attraverso uno strumento di sussidiarietà fiscale, migliaia di organizzazioni che quotidianamente svolgono attività di interesse generale e che rappresentano la spina dorsale della partecipazione sociale e civile che anima il nostro paese. Le forze politiche dovrebbero operare per migliorare la misura, nella direzione della stabilizzazione, della trasparenza, dell’accountability. Molto è stato fatto negli anni passati, si tratta di passi in avanti significativi, che potrebbero essere affiancati ad ulteriori correttivi a favore soprattutto delle organizzazioni più piccole, che non hanno chiaramente le possibilità di informativa che hanno invece le associazioni più strutturate che raccolgono gran parte dei contributi».
Qui l’elenco degli ammessi e degli esclusi dal contributo: Archivio – Elenco complessivo degli enti ammessi in una o più categorie di beneficiari – Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it)

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