Giovedì 24 marzo alle ore 17 nella Cantina Lemme la presentazione del libro di Gioconda Marinelli
17.03.2022
di Valentina Ciarlante
Due tradizioni che si fondono, quella del vino di Macchia d’Isernia e quella delle campane di Agnone in una giornata che dà il via al cartellone della proloco del piccolo centro alle porte di Isernia. È un legame ideale quello che verrà stretto tra le due comunità giovedì 24 marzo, quando nella cantina Don Antonio Lemme di Macchia d’Isernia arriverà la scrittrice Gioconda Marinelli reduce dal successo del libro ‘Un uomo dabbene’.
Il volume, con prefazione di Dacia Maraini, verrà presentato a partire dalle ore 17 alla presenza della presidente della proloco di Macchia, Maria Antonietta Mariani, della presidente dell’associazione Adiform Emilia Petrollini e del sindaco Giovanni Martino.
La serata sarà coordinata da Gabriella Marinelli e vedrà gli interventi dell’autrice del libro della giornalista Maria Stella Rossi e le letture di Caterina Zacchia, responsabile Cultura della proloco di Macchia.
Il giorno seguente, venerdì 25 marzo, alle 18, seconda presentazione nello Spazio Arte Petrecca di Isernia, in Corso Marcelli n. 180 con il benvenuto del gallerista Gennaro Petrecca, i saluti istituzionali dell’assessore regionale alla Cultura Vincenzo Cotugno, la perfomance dello scultore Ettore Marinelli, le letture di Benedetta Marinelli. Anche in questo caso condurrà i lavori Gabriella Marinelli e sarà presente la presidente Petrollini.
Ingresso libero con green pass obbligatorio e mascherina.
L’introduzione di Dacia Maraini
Dacia Maraini, nella sua introduzione al volume, si esprime così: «Cosa succede ad un bambino nato da una nobile famiglia artigiana e poco dopo la Prima guerra mondiale in una piccola città del Molise? Pasquale Marinelli e la figlia Gioconda, in un singolare controcanto a due voci, ce lo raccontano con grazia. La memoria non si smarrisce nelle astrazioni di un pensiero politico o sociologico. Lo sguardo si fa acuto e preciso nel ricordare la famiglia di origine, la piccola città in cui è cresciuto, gli anni dei primi apprendimenti, l’incontro col mondo. Nonché le prime emozioni, le scoperte di un’adolescenza vissuta in campagna, a San Gaetano. Noi come lettori seguiamo con trepidazione il resoconto di una crescita che è nello stesso tempo prevedibile, dentro le tradizioni di un’epoca precisa e conosciuta, ma anche nuova e sorprendente come ogni vita lo è nel suo inatteso e complesso sviluppo. (…) C’è qualcosa di talmente umano, nel senso dell’ingegno creativo, della sapienza meccanica e chimica, in questo processo da apparire disumano: quasi fosse un lavoro degli angeli per festeggiare i cieli. È bello sapere che ancora oggi i Marinelli continuino, di padre in figlio, a praticare l’intelligente e arcana arte della costruzione di campane».
Il libro
Quella dei fonditori di campane Marinelli è una lunga storia di millenni: un mestiere antico tramandato di padre in figlio. Sono trascorsi cento anni dalla nascita di Pasquale Marinelli, il patriarca delle campane, e il ricordo è sempre vivo nell’animo dei suoi cari e di quanti lo hanno conosciuto e apprezzato per le doti umane e manageriali, per la passione che ha profuso nel lavoro, nella fonderia di Agnone, da dove sono nate e nascono le voci degli angeli, i sacri bronzi, sparsi in tutto il mondo.
Pasquale Marinelli ha scritto con il suo impegno d’imprenditore, insieme al fratello Ettore, scultore di geniale abilità, pagine storiche per il Molise. Sua l’idea della fondazione del “Museo internazionale della campana” dedicato al fratello e intitolato a Giovanni Paolo II.
Suo il coraggio di continuare un mestiere difficile e pur affascinante, nel segno della tradizione, con lo sguardo in avanti, precorrendo i tempi. Una vita spesa tra passione, dedizione al lavoro e amore per la famiglia, riportata in questo volume dalla figlia Gioconda che, con l’appoggio della sorella Gabriella, ha rievocato i momenti personali e quelli indimenticabili come la visita in fonderia di Papa Wojtyla e l’affetto per padre Pio.
Tra romanzo e saggio, le sue pagine raccontano la storia di una famiglia e quella della Pontificia fonderia Marinelli, che ha seguito da sempre i preziosi insegnamenti degli avi, e che anche oggi, per mano di Armando e Pasquale, nipoti di Pasquale e figli del fratello Ettore, diffonde rintocchi di pace e di fede in luoghi vicini e lontani.
Biografia
Gioconda Marinelli è nata ad Agnone (Isernia) e vive a Napoli. Naturalista e biologa, scrittrice e giornalista, ha pubblicato biografie di artisti tra cui Tina Pica, Luisa Conte, Anna Campori, Mario Lanza, Miranda Martino, Sandra Milo, Katia Ricciarelli; saggi su scrittori come Michele Prisco, Maria Orsini Natale, Sibilla Aleramo, Francesco Jovine, Dacia Maraini; poesie (con la prefazione di M.L. Spaziani e D. Maraini), testi teatrali, i romanzi L’uomo che fondeva le campane, Quale amore, Nel nome del vino e L’ospite inatteso. Ha firmato monografie sull’arte antica delle campane, che la sua famiglia di fonditori continua a praticare con passione in Molise.
Per Marlin ha curato i volumi di Dacia Maraini Dentro le parole. Aforismi e pensieri (2005) e Dacia Maraini in cucina. Sapori tra le righe (2008) e pubblicato a quattro mani con Dacia Maraini Alfabeto quotidiano. Le parole di una vita (2021).


