La neonata associazione di Macchia d’Isernia, prima in Molise, si occuperà di assistere vittime e famiglie. La Garante dei diritti della persona invita a denunciare. Serve sinergia tra enti e organismi a tutti i livelli
08.02.2022
di Valentina Ciarlante
All’indomani della giornata nazionale contro bullismo e cyberbullismo la riflessione su questi fenomeni molto diffusi anche a livello locale è aperta in ogni ambito della società.
Sulla base dei dati pubblicati dall’istat e riferibili a un’indagine pubblicata nel 2019 risulta che un minore su due in Italia ha subito almeno una volta atti di bullismo. Una realtà allarmante che deve indurre maggiormente le istituzioni a intervenire
e oggi in Molise c’è un nuovo organismo che si prefigge l’obiettivo di aiutare le vittime e le famiglie in prima battuta, ma anche di fare da collante tra queste e le autorità preposte ad affrontare il problema.
Si chiama ‘Stop bullismo’ ed è la prima associazione di volontariato nata nella piccola regione per occuparsi appositamente di questa grossa criticità sociale.
L’organizzazione è stata presentata ufficialmente nella sala consiliare del Comune di Macchia d’Isernia dal presidente Fabio Iannucci alla presenza di numerose autorità civili militari e religiose.
L’idea è nata dopo la barbara uccisione, a Colleferro, di Willy Monteiro, il ragazzo di 20 anni, di origini capoverdiane, picchiato a morte mentre tentava di difendere un amico in difficoltà, durante un pestaggio all’esterno di un locale.
Quell’episodio di estrema violenza e viltà ha spinto il presidente Iannucci ad attorniarsi di una serie di professionisti, avvocati, psicologi e a costituire un’associazione che sia in grado di rappresentare un vero sostegno alle vittime e anche uno sprone a denunciare.
«Promuoveremo convegni, corsi e tante attività per stare accanto a chi subisce atti di bullismo, ma anche per aiutare i docenti ad affrontare episodi particolari», ha spiegato durante la conferenza stampa di presentazione cui ha preso parte anche il presidente del CSV Molise.
Gian Franco Massaro ha esposto alcuni dati relativi al bullismo transgenerazionale, che non coinvolge cioè solamente gli adolescenti.
Il vescovo della Diocesi di Isernia-Venafro, monsignor Camillo Cibotti, ha espresso il proprio plauso ai promotori del progetto.
«Mi sono complimentato per questa iniziativa per un associazionismo che riunisce i genitori – le sue parole -. Il problema qui è marginale e non deve espandersi come accade nelle grandi città, per questo dobbiamo spegnere sul nascere ciò che può essere motivo di pena per tanti genitori».
Stop bullismo si avvale della professionalità di molti esperti e anche dell’ausilio del supporto della Polizia Postale, che combatte il cyberbullismo con tecnologie altamente avanzate e al
contempo promuove campagne di sensibilizzazione nelle scuole.
«È importante avere sul territorio organizzazioni che si occupino di questo problema e che le istituzioni le aiutino», ha detto il sindaco di Macchia d’Isernia Giovanni Martino. Sono intervenuti anche la presidente della Proloco di Macchia d’Isernia Maria Antonietta Mariani, il presidente della Provincia di Isernia Alfredo Ricci, il presidente del Rotary club di Isernia Giancarlo Valente, l’imprenditore e socio fondatore di UCID Molise Romolo D’Orazio, la portavoce del Forum del Terzo Settore Molise Elisabetta Macari, il vicepresidente dell’associazione Ivano Pascarella, l’assessora regionale alle Politiche Sociali Filomena Calenda, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Molise Vincenzo Cimino e gli esperti del campo Rosaria Iannone, Fabiola Petrarca e Gildo Palombo.
La Garante regionale dei Diritti della Persona, Leontina Lanciano, ha lanciato un appello a denunciare.
«I numeri non sono rincuoranti e tutto fa temere che, rispetto all’anno di pubblicazione del documento Istat la situazione sia ulteriormente peggiorata – ha spiegato -. Le notizie riferite a situazioni legate al bullismo sono, infatti, sempre più numerose. Anche in Molise. Ne sono un esempio i recenti episodi di cronaca riportati dagli organi d’informazione regionali sulla baby gang di Campobasso. Il bullismo è devastante e pericoloso per chi lo subisce, ma anche per chi vi assiste passivamente e per gli stessi autori degli atti di prevaricazione.
Per contrastare questo fenomeno è necessario agire contemporaneamente su più livelli. Su quello individuale, supportando la vittima ed aiutandola a difendersi; su quello familiare, fornendo ai genitori gli strumenti per supportare i figli in questo frangente; su quello scolastico, individuando linee guida e percorso specifici e avviando una politica di prevenzione integrata non si rivolge solo ai ragazzi, ma anche ai genitori e alle scuole».


