L’associazione Ambiente Basso Molise ha guidato i ragazzi dell’Università del Molise nel territorio di Campomarino, promuovendo passeggiate e laboratori tra bosco e spiaggia, in un sito di pregio, con rare specie animali e vegetali
06.11.2021
di Valentina Ciarlante
Il presidente di Ambiente Basso Molise Luigi Lucchese lo aveva detto: il mese della natura proseguirà anche dopo la fine di ottobre e così è stato. Le tante richieste di visitare il CEA, il Centro di educazione ambientale gestito proprio dall’associazione, di contribuire alla rinascita del bosco Fantine mettendo a dimore degli alberi e di visitare aree interne e spiagge stanno consentendo la promozione di continue giornate tematiche sulla natura.

Alle centinaia di persone arrivate nell’arco delle ultime settimane in queste ore si è aggiunto un folto gruppo di studenti dell’Unimol che ha attraversato il territorio costiero di Campomarino appassionandosi al mare e agli alberi.
Il presidente Luigi Lucchese e la docente Unimol Angela Stanisci hanno condotto i ragazzi tra le meravigliose dune di Campomarino, dopodiché sono stati promossi dei laboratori per analizzare e ammirare alcune delle specie animali e vegetali presenti nella zona e infine la visita al CEA e in un’area umida retrodunale molto particolare.
«È stato inaugurato il suggestivo percorso dell’alaterno – ha spiegato Lucchese -, che poi si è concluso all’interno del “mantello del bosco”, uzona molto pregiata dove trovano riposo i piccoli mammiferi. Vicino al mantello del bosco un bellissimo farnetto (Quercus frainetto) un albero raro da osservare nella zona costiera e che può raggiungere anche i 30 metri di altezza con fioritura nel mese di maggio». Tante le piante che hanno catalizzato l’attenzione degli studenti come il carrubo e la berretta del prete.

«Il CEA Fantine si trova all’interno di un SIC, Sito di Importanza Comunitario – ha spiegato ancora il presidente di Ambiente Basso Molise -. Presenta habitat di notevole interesse dal punto di vista naturalistico come il bosco allagato, uno dei pochi lembi boschivi residui delle antiche formazioni forestali presenti nel passato nelle pianure alluvionali della costa adriatica. Al margine del bosco sono presenti habitat dunali con diversi aspetti di vegetazione di macchia mediterranea e, particolarmente interessanti anche perché scarsamente conosciute, depressioni sabbiose umide con cenosi e taxa vegetali di notevole interesse ecologico e fitogeografico. Quest’area ospita una flora particolarmente significativa ed una fauna altrettanto rara. Si tratta di uno dei pochi e ultimi complessi dunali ancora oggi ricoperti da vegetazione naturale presenti lungo la costa adriatica compresa tra il promontorio del Gargano e la foce del Po».


