Ottimi riscontri di partecipazione all’iniziativa promossa dal CPIA di Isernia, diretto da Antonio Ziveri, e coordinata dall’associazione Dajai che ha coinvolto stranieri di diversa provenienza. Il capoluogo pentro diventa sempre di più una città inclusiva
05.08.2021
di Valentina Ciarlante
Sono arrivati da Egitto, Guinea, Ghana, Costa d’Avorio, Senegal, Bangladesh, Pakistan, Nigeria con l’unico obiettivo di vivere una vita serena, di allontanarsi da guerre civili e soprusi, di avere un’occasione per ripartire.
Sono approdati nel piccolo Molise e qui hanno trovato l’opportunità di ricominciare, grazie a un sistema di accoglienza che in molti territori viene gestito dalle organizzazioni di volontariato.
È il caso di Isernia. Qui si è appena concluso il progetto ‘La conoscenza è cittadinanza attiva’ organizzato dal CPIA (Centro provinciale istruzione adulti) diretto dal dottor Antonio Ziveri e coordinata dall’associazione Dajai che opera in ambito pedagogico ed educativo, promuovendo percorsi di inclusione sociale (www.storiaviva.org)..
Nell’arco dell’iniziativa, finanziata dal CPIA tramite i fondi stanziati dal Governo con ‘Scuola estate’ (DL41 del 22 marzo 2021 Art. 31 Comma 6), sono stati organizzati 10 incontri formativi rivolti a gruppi di migranti di ogni età. Ogni appuntamento è valso come una sorta di lezione sul territorio. Dalle ore 9 alle 14, per 10 giorni, i docenti hanno spaziato dagli aspetti storici e culturali a quelli sportivi e dell’artigianato, fornendo un’occasione di integrazione fondamentale.
Il riscontro è stato ottimo. I numerosi migranti che hanno partecipato si sono mostrati curiosi verso la terra che li sta ospitando e determinati a entrare pienamente a far parte della comunità.
«L’obiettivo era quello di implementare le conoscenze delle persone migranti che orbitano nell’ambito del CPIA – ha spiegato Francesco Boschi, coordinatore dell’associazione Dajai -. Attraverso un percorso strutturato e multi approccio, abbiamo cercato di coinvolgere le persone, rendendole più consapevoli sulle possibilità da cogliere anche a livello lavorativo».
L’orientamento al sistema occupazionale è una delle priorità dell’associazione Dajai e del CPIA, che mettono a disposizione degli stranieri corsi di lingua e tante attività tese a una piena inclusione.
«Il Molise e in particolare Isernia e provincia sono interessate, così come accade a livello nazionale, da fenomeni migratori a cui non sempre corrispondono altrettante opportunità di integrazione socio/lavorativa – ha proseguito Boschi -. Siamo convinti che la conoscenza e il coinvolgimento diretto delle persone nella vita sociale di una realtà nuova e tanto distante da quella di origine rappresenti, seppur con tutte le difficoltà, una consistente opportunità per renderle migliori e per favorire i processi di inclusione nella vita e nelle regole del Paese ospitante, nell’ottica dell’accoglienza e di una pluralità di visioni e nel rispetto delle rispettive tradizioni. L’avvicendarsi delle diverse giornate, il feedback dei ragazzi e degli operatori coinvolti hanno confermato e dato forza agli obiettivi iniziali, il livello di partecipazione si è mantenuto alto e costante per tutta la durata del progetto».


