Cambio al vertice dell’AVIS Termoli, gli auguri delle associazioni al presidente Spagnuolo

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La LILT provinciale e il CSV Molise ringraziano Mario Ianieri e si congratulano col successore. Intanto il gruppo lavora al primo obiettivo: la vaccinazione di tutti i donatori di sangue 

 

08.04.2021
di Valentina Ciarlante 

 

È iniziato da qualche giorno il nuovo corso della sezione termolese dell’AVIS e sono già tante le richieste da parte delle associazioni di proseguire sulla strada della collaborazione avviata in questi anni.

La LILT provinciale di Campobasso ha inteso ringraziare il presidente uscente Mario Ianieri e si è congratulata col nuovo numero uno Pasquale Spagnuolo, annunciando altresì nuove forme di sinergia.
«In questi anni – ha dichiarato la presidentessa Milena Franchella – abbiamo fattivamente collaborato con l’AVIS di Termoli per tutta una serie di iniziative sul territorio. Ci siamo sostenuti a vicenda e le due associazioni hanno portato avanti tanti progetti rivolti alla prevenzione e alla salute dei cittadini. Le finalità di AVIS e LILT hanno la stessa matrice: fornire assistenza a supporto per raggiungere il bene ultimo di salvare vite umane, l’una facendo prevenzione ai pazienti oncologici e l’altra promuovendo la preziosa donazione del sangue. Con Mario Ianieri c’è sempre stata una bella intesa e a lui personalmente vanno i ringraziamenti di tutto il Consiglio Direttivo LILT nonché dei volontari che hanno potuto apprezzare la sua giustafranchella lilt 187653.660x368 combinazione di creatività, dinamicità e professionalità. Inviamo un augurio di buon lavoro al neo presidente Lino Spagnuolo con il quale siamo certi continueremo a lavorare in piena sintonia».
Il CSV Molise ha rivolto al presidente e al direttivo gli auguri di buon lavoro, con la consapevolezza che gli ottimi risultati ottenuti finora, in termini di aggregazione e divulgazione di campagna di alto valore, saranno moltiplicati.
Lo scorso 31 marzo l’assemblea ha eletto il nuovo direttivo affidando a Spagnuolo, già direttore sanitario dell’AVIS Molise, il ruolo al vertice della sezione, dopodiché lui ha voluto rivolgere un saluto a tutti gli iscritti tramite un post su Facebook.
Ianieri e Spagnuoloù «A 100 anni dalla nascita di Samuele Spagnuolo, mio padre, che fondò il 21 giugno 1969 a Campobasso la prima sezione  AVIS del Molise – le parole di Spagnuolo -, alla cui figura ho dedicato un libro che vedrà la stampa nei prossimi mesi. A  quasi  40 dalla fondazione dell’AVIS a Termoli, il 28 marzo 1982, ad opera di Angelo Benaduce, adesso tocca a me l’onore di guidare quella che da sempre è considerata la più attiva, efficiente e fantasiosa sezione molisana, portata ad esempio anche fuori dai confini regionali, per aver coinvolto negli anni migliaia di ragazzi e ragazze in un Progetto Scuola imitato altrove».
L’impegno sarà nel segno della continuità e il percorso da portare avanti inseme all’esecutivo composto dallo stesso Ianieri e da Vittorio Durante, Michele Di Domenico e Basso  Marinucci è già tracciato.
Il primo obiettivo da raggiungere è la vaccinazione contro il Covid-19 di tutti i donatori, siano periodici o attivi, inoltre si punterà al coinvolgimento dei giovani nei ruoli decisionali dell’associazione, all’inclusione di persone provenienti da altri Paesi, al rilancio del Servizio Trasfusionale dell’Ospedale di Termoli, depotenziato nel corso degli anni.
Allo studio anche l’attivazione di un piattaforma web che consentirà la prenotazione della donazione e la consultazione degli esami di sangue online.
L’unità d’intenti è il motore dell’AVIS Termoli, come ha ribadito anche l’ex presidente Ianieri, che ha espresso profonda stima verso il suo successore.
«Sono pronto a proseguire con la certezza che chi mi sostituirà nel ruolo istituzionale saprà fare altrettanto bene ne sono certo e chissà, forse ancora meglio. Si può sempre migliorare,  sempre  aggiungere qualcosa, crescere nello sforzo di diffondere valori sani e dimostrare quali siano i comportamenti da tenere a tutela della salute propria e degli altri, a tutela della   onvivenza civile e dell’aiuto reciproco, brandendo l’arma dell’educazione civica ed indossando lo scudo del buon senso. Questo momento tutto il paese ha bisogno. Le nostre truppe non si  sono mai fermate e mai si fermeranno. Conteremo ancora sulla possibilità di coinvolgere il più possibile la popolazione e soprattutto i giovani per rinnovare e rafforzare la nostra squadra che,  mi permetto di ricordare non senza una certa commozione, lavora per gli altri e non per sé stessa. L’altruismo costa ma compensa ampiamente, anche e soprattutto nel cuore e nell’anima».

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