La Rete dei comitati chiede chiarezza in merito all’impianto di recupero e messa in riserva dei rifiuti previsto nel piccolo centro molisano
03.04.2021
di Valentina Ciarlante
“No alle ecoballe a Mafalda”, la Rete dei comitati presenta una nuova richiesta di accesso agli atti depositati dalla ditta che dovrebbe realizzare l’impianto. L’obiettivo dei numerosi gruppi civici protagonisti di questa battaglia è chiarire ogni aspetto di un progetto che secondo l’ARPA Molise non comporterebbe inquinamento. Nella relazione dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale però non si esclude la necessità di altri pareri, come quello della Provincia di Campobasso.
Un nutrito gruppo di volontari e di persone che hanno a cuore le sorti della natura di luoghi incontaminati come quelli della valle del Trigno è in prima linea, paventando rischi di danni ambientali e per la salute delle popolazioni residenti.
Ambiente Basso Molise e tante altre associazioni che da sempre difendono il territorio e la sua biodiversità, dopo aver ottenuto un primo accesso agli atti, stanno chiedendo alla Regione Molise e al Comune di Mafalda di prendere visione della relazione depositata dall’impresa incaricata di costruire l’impianto per la produzione di ecoballe, sempre tramite l’avvocato Andrea Filippini, esperto in diritto ambientale.
«Quello che la Rete vuole capire – si legge in una nota inviata alla stampa dai comitati -, anche con l’aiuto di esperti e di tecnici è sulla base di quali studi l’ARPA abbia ritenuto compatibile la realizzazione dell’impianto (recupero e messa in riserva di rifiuti) in un’area SIC, quella di Macchia Nera – Colle Serracina, ad altissimo pregio ambientale».
Il Piano regionale non prevede l’installazione sul territorio di nuovi impianti, anche se tale documento dovrà essere aggiornato nel 2022. In tutta questa contorta vicenda, infine, c’è da considerare che il 7 luglio 2021 il Tar Molise entrerà nel merito del ricorso presentato proprio dalla ditta contro il diniego al permesso di costruire formalizzato dal Comune di Mafalda.
«La difesa del territorio oggi è fondamentale – prosegue la Rete dei comitati ambientali -, non si può più procrastinare una soluzione possibile. Gli obiettivi dell’Agenda 2030 sono chiari e determinati, l’interconnessione tra gli ambienti e tra la natura e l’uomo è inesorabile: “Il batter d’ali di una farfalla in Brasile, può provocare un tornado in Texas“. È necessaria una presa in carico dei problemi, per avere la garanzia di un futuro che non è lontano, un futuro per i nostri figli. Parliamo di un countdown molto vicino. Il tempo purtroppo non gioca a nostro favore, ma potremmo incontrare il favore del tempo se sapremo fare rete, se sapremo fare gioco di squadra, per l’ambiente di oggi, per il futuro possibile».


