Il dirigente della Regione Molise, a capo del Servizio Programmazione delle Politiche sociali, spiega al Sole 24 Ore come si sta organizzando la struttura
01.04.2021
di Valentina Ciarlante
Manca poco all’attivazione del Registro unico del Terzo settore, ovvero una delle principali novità per il comparto introdotte dalla Riforma del Terzo Settore.
Con questo strumento infatti sarà possibile superare la moltitudine di elenchi che includono i dati delle varie organizzazioni e di volontariato e promozione sociale e mettere a punto una ‘lista’ che comprenderà, secondo i dati Istat, circa 359mila enti non profit che vedono attivi 853mila operatori e oltre cinque milioni di volontari.
La data prevista per l’entrata in vigore del RUNTS è il 21 aprile, mancano poco quindi per portare a compimento una vera e propria svolta, nata per agevolare il comparto. Quel giorno scadranno i sei mesi, rispetto alla pubblicazione del Decreto sulla Gazzetta Ufficiale, concessi alle associazioni per allinearsi alla novità.
Da Unioncamere fanno sapere che la piattaforma è quasi pronta e le Regioni, che dovranno gestirla, stanno lavorando.
Il dirigente del Servizio Programmazione delle Politiche sociali della Regione Molise Alessandro Cappuccio, in una recente intervista rilasciata al Sole 24 Ore, ha spiegato su cosa si sta concentrando l’attenzione delle istituzioni in questo momento.
«Stiamo completando la formazione giuridica e informatica dei funzionari regionali che si occuperanno del Registro unico – le parole di Cappuccio, che è anche coordinatore tecnico della commissione politiche sociali della Conferenza Stato-Regioni – e siamo stati informati che la data prevista per il debutto della fase sperimentale di popolamento è il 21 aprile. Le Regioni dovranno caricare sul nuovo portale una mole consistente di dati, a partire dagli Statuti degli enti del Terzo Settore. Bisognerà quindi verificare sia il formato dei documenti disponibili, sia il loro aggiornamento. Sarà un lavoro impegnativo, soprattutto per le Regioni che hanno un numero elevato di organizzazioni non profit, come ad esempio la Lombardia, il Lazio e il Veneto».
Prima dell’avvio però occorrerà un provvedimento formale del direttore generale del Terzo settore del ministero del Lavoro, Alessandro Lombardi.


