Volontario per oltre 20 anni, dal 2018 era il numero uno dell’organizzazione che tutela i diritti dei bambini. Le presidentesse regionali Battista e Iammarino ricordano le sue doti umane. In queste ore è venuta a mancare anche la moglie
30.11.2020
di Valentina Ciarlante
Una coppia che si è dovuta arrendere al coronavirus e che per decenni ha dato tanto al mondo del non profit, mettendo in campo iniziative sociali che hanno dato speranza a tanti bambini.
Si tratta dell’amato presidente Unicef Francesco Samengo e della moglie. Si sono spenti a distanza di 20 giorni l’uno dall’altra all’ospedale Spallanzani di Roma, lì dove erano ricoverati per aver contratto il virus.
«In prima linea nella difesa dei diritti dei bambini e dei giovani in Italia e nel mondo – si legge nella nota Unicef -, Francesco Samengo, 81 anni, nato a Cassano Jonio, in provincia di Cosenza, si è sempre distinto per l’enorme sensibilità e la ferma convinzione che realizzare un mondo migliore significhi innanzitutto prendersi cura dei più vulnerabili e indifesi, in particolare i bambini, senza lasciare indietro nessuno. Nei due anni del suo incarico ha guidato l’organizzazione con grande impegno, passione e un’incessante dedizione».
Presidente di Unicef Italia dal 2018, Samengo è stato volontario per oltre 20 anni, poi componente del Consiglio Direttivo e dal 2001 presidente del Comitato regionale della Calabria per l’Unicef.
In suo ricordo tanti messaggi di cordoglio da parte di istituzioni e esponenti del Terzo Settore del Molise.
«Francesco Samengo era un uomo d’altri tempi nei modi e nel pensiero, ma sapeva calare le scelte nel contesto contemporaneo con l’acutezza di chi da sempre sapeva amministrare – le parole della past president di Unicef Molise, Antonella Iammarino – E lui lo aveva fatto in contesti diversi, spesso anche non facili. Anziano di anagrafe ma vivace di mente e di spirito, Francesco aveva saputo più volte individuare e spingere giovani capaci. E come tanti altri presidenti più grandi di me, nell’Unicef nazionale mi aveva insegnato molto, soprattutto in termini di strategia e diplomazia. Insegnamenti che ho cercato di applicare nelle mie attività di advocacy, nel mio piccolo come in ambiti più ampi. E che ancora oggi metto alla base delle mie azioni in materia di minori e in generale sul lavoro».
«È riuscito a mantenere tra i volontari e nella struttura un clima di serenità che fa sempre bene alle attività di volontariato – ha dichiarato la presidente regionale Unicef Molise Elvira Battista -. Auspico che si continui a lavorare in futuro nello stesso clima di coesione e collaborazione».
«Per noi è stato un esempio di instancabile costanza e coerenza – il commento della garante dei diritti della persona del Molise, Leontina Lanciano -. Avevamo collaborato da poco alla scrittura del codice etico per il diritto alla salute delle persone di minore età ed abbiamo trovato in lui un uomo, un amico, impegnato sempre nel perseguire la causa dei diritti dei bambini in Italia e nel mondo e che ha sostenuto con la sua forza ed autorevolezza il nostro progetto. Ci mancherà l’uomo di enorme sensibilità convinto che il mondo non si potrà mai salvare se non partendo dalla cura dei più fragili e più deboli ed in particolare dai bambini e dalle bambine».
Commosso anche il ricordo del presidente del CSV Napoli, Nicola Caprio, che con una lettera si rivolge proprio all’amico Samengo.
«Il momento più bello che resterà, sempre nei miei ricordi, era prendere il caffè, fatto da te nella tua stanza, e le nostre lunghe chiacchierate. Iniziavamo dal sociale, per poi parlare di politica e, per concludere, programmare comunemente il da farsi – le sue parole -. Ogni volta che giungevo all’Unicef Nazionale mi sentivo a casa. La tua accoglienza, il nostro confidarci, mi raccontavano sempre più di te, come persona unica e speciale»


