La presidentessa dell’associazione pentra Maria Ottaviano rilancia l’appello del numero uno nazionale Francesco Schittulli. L’invito è teso a potenziare la medicina territoriale, visti i disagi che stanno ancora vivendo tanti malati a causa dell’emergenza coronavirus
di Valentina Ciarlante
Un grido d’allarme che non smette di risuonare e che parla delle difficoltà che stanno vivendo tanti malati a causa del rallentamento di molti servizi dovuto all’emergenza Covid19.
È quello di cui si è fatto portavoce il presidente nazionale della Lilt Francesco Schittulli e che in questi giorni stanno rilanciando tutte le sezioni territoriali d’Italia per smuovere le coscienze delle autorità preposte alla governance della sanità.
I pazienti oncologici, sin dalla la fase 1 della pandemia, hanno vissuto dei disagi enormi. Il rinvio delle visite ambulatoriali ha determinato un ritardo nelle diagnosi, inoltre la sospensione del trasporto verso le strutture deputate alle terapie, che viene svolto proprio dalla Lilt, ha creato ulteriori difficoltà.
La presidentessa della Lilt provinciale di Isernia, Maria Ottaviano, ha registrato lo scoramento di tanti pazienti, che nell’associazione nata nel febbraio del 1989 vedono un punto di riferimento, un organismo affidabile a cui rivolgersi per ogni tipo di bisogno relativo alla loro patologia.
Comprendendo quanto questo periodo sia stato per loro ancora più problematico, la presidentessa Ottaviano ha deciso di prendere una posizione forte.
«Tutti noi della Lilt Isernia ci uniamo al presidente nazionale chiedendo il potenziamento del sistema sanitario a sostegno dei malati oncologici, tra i più colpiti dalle conseguenze dell’emergenza coronavirus – le parole di Maria Ottaviano -. Siamo entrati ormai nella fase 3 post-Covid e purtroppo severe patologie come il cancro, sono state trascurate in questi ultimi quattro mesi, con comprensibili dannose conseguenze. Durante l’emergenza la Lilt di Isernia ha continuato a garantire i servizi indispensabili, anche a distanza, ma ora c’è bisogno che anche le istituzioni si prendano carico delle necessità dei pazienti».
In effetti sin dal mese di marzo l’associazione ha proseguito la propria opera incentrata su prevenzione e assistenza attraverso iniziative online, tutto sotto la guida anche del coordinatore regionale Mario Pietracupa.
Il presidente Schittulli con una provocazione aveva chiesto allo Stato di diramare il bollettino delle vittime di cancro, oltre a quello delle persone decedute per coronavirus e per sostenere la gravità della situazione ha reso noti dei numeri inquietanti.
«In Italia lo scorso anno sono stati diagnosticati oltre 370mila nuovi casi di cancro – ha spiegato Schittulli -, vale a dire: ogni giorno più di mille italiani hanno avuto una diagnosi di cancro. Mediamente ogni giorno circa 500 persone muoiono in Italia di cancro. E per quest’anno (2020) si stimano circa 4 milioni di italiani portatori di un vissuto cancro. È giunto ora il tempo di lottare con fermezza contro questa devastante malattia, sempre più destabilizzante per ogni famiglia».
Insomma, il presidente nazionale ha spiegato che esiste anche un’emergenza sanitaria oncologica e che bisogna affrontarla subito. L’intervento prioritario che la Lilt ha proposto è il potenziamento della medicina territoriale.
«In campo oncologico il nostro Paese ha compiuto enormi passi avanti, tanto da determinare una maggiore guaribilità dal cancro. Ma nuove sfide ci attendono, soprattutto a livello genetico ed immunologico, per vincere il cancro».


