Centri di servizio ancora più forti: l’emergenza ha fatto ‘scuola’

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Il CSVnet ha promosso un confronto online sui riflessi che la crisi sanitaria ha prodotto sul volontariato e sull’assetto degli stessi CSV. Tanti gli spunti emersi e le collaborazioni future in programma. Tutti d’accordo: «Le associazioni ci riconoscono ancora di più»

di Valentina Ciarlante

L’Italia ha voglia di volontariato e, soprattutto nei momenti difficili, mette in evidenza grossi gesti di solidarietà che nella maggior parte dei casi vengono interpretati dai volontari.
Gli operatori però hanno bisogno di una ‘guida’ e mai come in un’emergenza epocale come quella generata dal contagio da coronavirus, i CSV si sono dimostrati in grado di accompagnare le associazioni nell’assistenza alle persone che si sentivano smarrite. Oggi, quindi, tali organismi sono maggiormente conosciuti e riconosciuti non solo dai propri utenti, ma anche da chi per la prima volta si è avvicinato al mondo del non profit.

Questi sono solo alcuni degli elementi emersi dal confronto che tutti i Centri di servizio del Paese hanno avuto grazie all’iniziativa promossa dal CSVnet e tesa a mettere sul tavolo criticità e riflessioni relative al lavoro svolto durante le fasi cruciali della crisi sanitaria.
Il Covid19 sembra aver allentato la presa e tutte le regioni stanno vivendo la fase 3, ma il pericolo che la diffusione del contagio riprenda vigore esiste. Intanto i Centri di servizio hanno redatto una sorta di bilancio di ciò che questa emergenza ha determinato sul proprio lavoro e in generale sul Terzo Settore.
I referenti dei CSV di Vercelli-Biella, Cuneo, Padova, Molise, Foggia, Napoli, Reggio Calabria e del coordinamento regionale dell’Emilia Romagna sono intervenuti alla consultazione online moderata dal responsabile dell’area comunicazione del CSVnet Stefano Trasatti, tirando le somme degli ultimi quattro mesi trascorsi in maniera incessante accanto ai volontari.
Un dato sostanziale accomuna i vari Centri di servizio: le associazioni ritengono questi organismi un punto di riferimento per la loro quotidianità, individuandoli chiaramente quali enti a cui rivolgersi per ottenere ogni tipo di consulenza: dall’aiuto pratico, necessario a raggiungere fisicamente le persone in difficoltà, alla formazione continua sull’evoluzione delle norme che regolamentano il Terzo Settore.
E questo aspetto è stato sottolineato anche dalla delegazione molisana che ha preso parte all’incontro svoltosi sulla piattaforma Gotomeeting e che è stato suddiviso in quattro parti: ‘Lezioni acquisite’, ‘Col senno di poi’, ‘Da CSVnet vorremmo’ e ‘CSVnet dovrebbe’.
Più che i numeri degli accessi ai vari siti web, tutti riorganizzati con sezioni speciali sul coronavirus, delle innumerevoli consulenze fornite o dei webinar proposti, la discussione si è incentrata sul rapporto che i CSV hanno saputo intessere e rafforzare col territorio.
Diretto e continuo quello con le associazioni impegnate in prima linea per la consegna farmaci, e alimenti, per la raccolta sangue, ma anche con tutte le organizzazioni che hanno fornito sostegno psicologico da casa o che hanno organizzato laboratori che potessero rappresentare uno sfogo per famiglie e bambini.
Il legame si è stretto anche con le aziende private che in tutti i territori hanno mostrato collaborazione in vari settori. Emblematico in questo senso l’esempio di ‘rete’ fornito dal titolare di un caseificio molisano, della zona matesina, che ha chiesto al CSV una mano per non disperdere i propri prodotti. Latticini che i volontari hanno consegnato direttamente nelle abitazioni di alcuni cittadini in difficoltà nel fare la spesa. Il concetto di rete è stato esplicitato anche tramite il sostegno fornito dalle stesse associazioni alla raccolta fondi avviata dal Centro di servizio del Molise in favore dei volontari che stanno tuttora operando dalla prima linea.
Ma questi sono solo due casi dei tanti raccontati durante il confronto svoltosi sul web e che ha unito ancora di più tutti gli organismi grazie ai tratti comuni resi maggiormente evidenti dall’emergenza.
Uno spazio della discussione è stato riservato al rapporto con le amministrazioni pubbliche. Molto solido in alcune regioni, ma in generale labile e poco fruttuoso. Da qui è stata evidenziata la necessità di stabilire sinergie più forti con gli enti locali a cui peraltro i CSV hanno sistematicamente proposto progetti di partenariato.
Nella propria esposizione i referenti molisani del CSV hanno spiegato come i mass media abbiano dato rilievo all’opera dei volontari sia durante il periodo critico, sia nella fase attuale, pubblicando le comunicazioni che l’ufficio stampa ha inviato con cadenza quasi quotidiana. Note tese a informare l’opinione pubblica sulla grande opera che le associazioni stanno ancora svolgendo. Notizie ‘di servizio’, utili anche a dare dei riferimenti per chi avesse bisogno di un sostegno.
Tutti d’accordo poi nell’attestare al CSVnet un ruolo centrale nell’assistenza allo staff di tutti i Centri di servizio, in particolare per ciò che concerne l’aggiornamento sulle linee guida emanate dal Governo, sulle specifiche dei vari DPCM e su molti altri servizi.
Insomma i CSV sono sulla stessa linea, un percorso che con l’emergenza Covid19 è diventato ancora più ricco di responsabilità verso tutti gli attori del volontariato, di impegni, ma anche di emozioni.
L’emergenza ha prodotto inoltre nuove collaborazioni, come quella tra il CSV Molise e il CSV Napoli e la sensazione è che ce ne saranno molte altre, proprio alla luce delle idee e delle innovative proposte messe sul tavolo durante il confronto promosso da CSVnet.

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