Il tempo ricomincia a scorrere: il 18 maggio l’Italia ‘riapre’ tra tanti interrogativi

Coronavirus il videocollegamento della Presidenza del Consiglio con i presidenti di Regine

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Domani alzano la saracinesca bar, ristoranti, parrucchieri, centri estetici e negozi ma Confesercenti lancia l’allarme: “Solo sei imprese su 10 riprenderanno l’attività”. Riaprono anche i musei e si potranno incontrare gli amici, seppure a distanza. Le nuove regole, in vigore almeno fino al 31 luglio, dopo un duro confronto tra Governo e Regioni. Conte: “Affrontiamo un rischio calcolato per ripartire, ma con prudenza”

17 maggio 2020
di Valentina Ciarlante

Ci siamo. L’attesa data del 18 maggio sta per arrivare e, tra le paure di alcuni e la trepidazione di altri, l’Italia si prepara a rimettere in moto la macchina del commercio e quindi delle economie locali.
Il tempo sospeso riparte e in Molise, nonostante la cronaca degli ultimi giorni abbia restituito l’esplosione di un nuovo e nutrito focolaio di coronavirus, non ci saranno differenziazioni tra i territori.
Nemmeno a Campobasso, città in cui dopo le polemiche sul rito funebre e il contestuale assembramento all’esterno di un palazzo di via Liguria, si stanno registrando ogni giorno nuovi contagi. Solo nella comunità di etnia rom se ne contano 90, mentre è di venerdì la notizia di un’altra persona, residentei in un paese del campobassano, risultata positiva al tampone. Si tratta di uno dei circa 700 cittadini tornati da fuori regione dal 4 maggio (finora sono stati eseguiti test sierologici su 300 molisani di rientro). Ma come hanno più volte assicurato le autorità politiche e sanitarie, il nuovo cluster è stato isolato.

Coronavirus il videocollegamento della Presidenza del Consiglio con i presidenti di RegineLa regione quindi riparte, tutta insieme, anche se molti titolari di attività stanno temporeggiando per capire come attenersi alle linee guida che, dopo il confronto Governo-Regioni di venerdì 15 maggio e dopo l’ulteriore vertice notturno svoltosi la notte scorsa, hanno subito notevoli modifiche. L’impianto dell’Inail, infatti, è stato di molto allentato. Ad esempio la distanza interpersonale è scesa a un metro, anche nei ristoranti, e poi la superficie di ogni ombrellone sulla spiaggia dovrà essere di 10 metri quadrati. La prenotazione è sempre consigliata e i titolari, oltre a dover mettere a disposizione degli utenti igienizzanti per le mani e cartellonistiche informative, potranno misurare loro la temperatura e conservare per 14 giorni i nominativi. Si tratta di un sistema che potrebbe servire eventualmente a ricostruire i contatti di ipotetiche persone contagiate.
In tutto ciò un sondaggio realizzato da Swg per Confesercenti su un campione di titolari ti attività quali bar, ristoranti rivela che domani solo sei imprenditori su 10 rialzeranno la saracinesca.
Quellii intenzionati ad aprire sono il 62%, contro un 27% che ha già deciso di restare chiuso. È ancora incerto l’11%, e deciderà entro oggi. Tra chi rimarrà sicuramente chiuso, il 68% indica come motivazione la mancata convenienza dell’apertura, mentre il 13% ha paura di accumulare solo spese, anche a causa delle linee guida.
Al termine della giornata di venerdì il presidente Donato Toma ha illustrato nel dettaglio quali sono le piccole imprese che ripartiranno in Molise, appellandosi nuovamente al senso di responsabilità dei cittadini.
«Abbiamo concordato col presidente del Consiglio Conte e con gli altri Governatori la cosiddetta ‘fase 3 ‘ – ha dichiarato Toma in un videomessaggio -. Riapriranno le vendite al dettaglio, i servizi alla persona cioè i barbieri, i parrucchieri e le estetiste, i bar e i ristoranti. Andiamo verso una riapertura graduale perché le altre attività verranno aperte a discrezione del presidente della regione con propria ordinanza. Dobbiamo continuare a essere responsabili e a rispettare le regole. Insieme vinceremo».
Conte nel cortile di Palazzo ChigiGli spostamenti all’interno della regione saranno consentiti senza la necessità dell’autocertificazione e sarà possibile alloggiare in hotel e nelle seconde case che si trovano sempre nel proprio territorio. Per spostarsi dalla propria regione in altre bisognerà attendere il tre giugno. Da domani, inoltre, si potranno finalmente incontrare gli amici, naturalmente a distanza, mentre dal 25 maggio riapriranno piscine e palestre, dal 15 giugno cinema e teatri. Ognuna di queste direttive è soggetta a variazioni in caso di un mutamento radicale della curva epidemiologica.
Il presidende del Consiglio Giuseppe Conte lo ha chiarito durante la conferenza stampa che ha tenuto ieri sera nel cortile di Palazzo Chigi, Si è trattato del primo incontro con la presenza dei giornalisti dopo mesi e l’occasione è stata preziosa per spiegare i motivi che hanno indotto il Governo a stabilire queste riaperture.
«Stiamo affrontando un irschio calcolato – ha detto il premier -, nella consapevolezza che la curva epidemiologica potrebbe tornare a salire. I nostri principi restano gli stessi, prima di tutto la tutela della vita e della salute dei cittadini e non sono negoziabili, ma li dobbiamo declinare diversamente in questa fase. Dovremmo aspettare la scoperta e la commercializzazione del vaccino, ma non ce lo possiamo permettere. Affrontiamo questa fase due con la voglia di ricominciare, ma con prudenza».
Insomma da lunedì di certo non sarà un ‘liberi tutti’ , ma l’avvio di un nuovo modo di vivere in cui, come raccomandano gli scienziati, occorrerà attenersi soprattutto al criterio della distanza.

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