La giornata internazionale dedicata a queste importanti figure del mondo sanitario acquisisce oggi un significato ancora più ampio e genera emozione
12 maggio 2020
Di Valentina Ciarlante
Molti li ritengono eroi, ma loro non amano questa definizione perché quello che fanno è una propensione naturale, un’attitudine oltre che una professione che svolgono con grande senso di responsabilità.
Sono gli infermieri, operatori che da oltre due mesi hanno dovuto modificare in qualche modo il loro lavoro, essendosi trovati di fronte un ostacolo mai trovato prima, un pericolo grande che ha messo a dura prova anche il loro spirito.
Professionalità e umanità si fondono in queste figure indispensabili per il sistema sanitario che durante l’emergenza coronavirus rappresentano dei veri e propri punti di riferimento non solo per i malati, ma anche per le famiglie, costrette a stare lontane dai loro cari.
Il 12 maggio è il loro giorno perché in questa data si celebra la giornata internazionale dell’infermiere. Nel 1974 fu scelto il 12 maggio per celebrare l’anniversario della nascita di Florence Nightingale
, madre dell’assistenza infermieristica.E mai come adesso questa data assume un valore particolare e la mente va agli operatori impegnati nel reparto di Malattie Infettive del Cardarelli, ospedale-Covid del Molise, a quelli che lavorano al Santissimo Rosario di Venafro, Rsa-Covid, ma anche agli infermieri degli altri ospedali della regione che stanno continuando a dare assistenza ai pazienti, o agli infermieri domiciliari e territoriali, che tra mille difficoltà man tengono un ‘contatto’ con le persone costrette a casa.
Abnegazione alla loro professione e una forte sensibilità hanno permesso in questo periodo complicato a tutti loro di non assicurare sempre servizi e conforto alle persone indifese.
«Questo momento particolare ci ha confusi, ci ha creato angoscia, ma anche tanta forza di ricominciare – ha affermato Mariacristina Magnocavallo, presidentessa dell’Ordine degli infermieri di Campobasso e Isernia -. Questo non per quegli eroi che molti definiscono ma per gli infermieri, professionisti della salute, che rappresentano la spina dorsale del sistema sanitario».
«In tempo di normalità, forse, siamo stati tutti un po’ distratti e non abbiamo considerato fino in fondo, nella giusta dimensione, il lavoro che quotidianamente svolgono a servizio della collettività – le parole Di Donato Toma, Governatore del Molise -. Il Covid-19 ci ha raccontato vicende in cui loro, infermiere e infermieri, hanno testimoniato, e continuano a farlo, storie di incredibile umanità e professionalità. Sono i nostri compagni che non ci abbandonano mai, sono con noi in ogni momento, giorno e notte. Non provvedono solo alle cure dei pazienti, ma sono per essi dei punti essenziali di riferimento. In questo particolare momento, poi, per via dell’isolamento, suppliscono anche all’assenza dei cari. Tantissimi sono i casi in cui i malati di questa terribile malattia hanno consegnato loro le ultime volontà, l’ultimo sorriso, l’ultimo sguardo. Donne e uomini che, pur sottoposti a turni massacranti, si relazionano con amore e hanno sempre una parola di conforto e di speranza nei confronti degli assistiti. Anche loro, come i medici, hanno dovuto registrare vittime a causa del Covid-19: eroismi che non hanno avuto la giusta attenzione per via delle fasi concitate dell’emergenza ma, sicuramente, degni di plauso e di onore. A questi ‘angeli custodi’ giunga il ringraziamento mio personale e quello della Regione nel giorno che li celebra».


