Mentre i due pazienti venivano trasferiti al Cardarelli, i volontari partivano alla volta della Lombardia per sostenere il 118
Di Valentina Ciarlante
Solidarietà, una parola piena di significato che durante il periodo del contagio da Coronavirus si è materializzata diffusamente in tutto il Paese.
L’aiuto verso l’altro è quello che stanno esprimendo i medici e il personale sanitario, in prima linea per curare i malati, ma è anche ciò su cui sta fonda da sempre l’attività del volontariato.
E così durante i giorni del picco due pazienti da Bergamo venivano trasferiti in Molise, all’ospedale Cardarelli. Mario Minola e Manco Villavicencio
sono usciti dal presidio sanitario di Campobasso dopo un’odissea durata quasi due mesi e hanno potuto riabbracciare i loro cari, ricominciando al contempo a vivere. Negli stessi giorni gli operatori della Misericordia di Termoli e della Misericordia del Fortore partivano proprio alla volta di Bergamo per sostenere l’opera dei colleghi lombardi, duramente provati dall’emergenza Covid.19.
Le due associazioni sono state impegnate dal 18 al 24 marzo, fornendo un supporto fondamentale
alla centrale operativa del 118, attraverso la confederazione nazionale delle Misericordie D’Italia.
Hanno lavorato e costruito una grande rete di soccorso con la presenza di 35 ambulanze, provenienti da tutta Italia.
Il loro lavoro naturalmente è proseguito anche al rientro in Molise e ora, a distanza di un mese da quell’esperienza è arrivato un grazie speciale, per la disponibilità mostrata e per il lavoro svolto con grande abnegazione e sacrificio, ai confratelli Domenico Iamartino e Sergio Di Bernardo.


