Posso diventare volontario? L’altruismo ai tempi del Covid

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Tante le richieste pervenute al CSV da parte di giovani e adulti che vogliono dare un contributo a fronteggiare l’emergenza. Anche per aiutare bisogna rispettare delle regole

di Lorena Minotti

I volontari non si fermano mai, neppure in emergenza sanitaria. Sono sempre lì, in prima linea, pronti a donarsi. Li vediamo distribuire alimenti, medicine, li ascoltiamo dall’altra parte del telefono, portano conforto e supporto, scaldano i cuori e colmano con grandi gesti e con un sorriso, rigorosamente dietro una mascherina, il vuoto e la solitudine di molti.
In questo periodo abbiamo cercato di far emergere ancor di più il loro operato, l’indole ed i grandi valori dietro ad ogni piccolo gesto. Abbiamo voluto dar loro un volto, perché non dobbiamo dimenticarli quando (speriamo presto) tutto questo sarà passato. Molte sono state le telefonate pervenute alle nostre segreterie, per donazioni, ma anche per “arruolarsi”. È paradossale, forse, usare questo termine ed affiancarlo ad un mondo in totale contrapposizione con quello bellico, ma essere un volontario outdoor, oggi, non è solo vocazione, è disciplina. C’è rispetto per gli altri, per se stessi e per le regole. Non c’è spazio per errori o dimenticanze, perché, mai come in questo momento, un piccolo intoppo può destabilizzare una realtà già, purtroppo, precaria. Molti di noi vorremmo scendere per strada ed aiutare, noi italiani grazie a Dio siamo così! Ma quest’emergenza sanitaria è una condizione non solo estrema, è inedita.

Dobbiamo meditare, pensare e ricordare che la prima, fondamentale, regola è ‘Stare a casa!’. Dobbiamo rispettare le disposizioni ministeriali: “Senza una valida ragione, è necessario restare a casa, per il bene di tutti”. Il volontario, prima ancora di essere un volontario, è un cittadino e proprio per questo in primis deve adempiere ai doveri di cittadino, questa è una condizione non negoziabile.
Prima i doveri di cittadino. Poi l’attività di volontario. Nessun “eroe”, per favore, sulla pelle degli altri.
Questo è il prezioso invito del Presidente di CSVnet Stefano Tabò, che ci sentiamo di condividere con tutti voi.
Il lavoro che tutte le associazioni di volontariato stanno facendo è immane, è straordinario, ed è anche nel rispetto di questi grandi gesti e sacrifici che vi invito a fare questa riflessione. Aiutiamo se siamo nella condizione di farlo, aiutiamo facendo del bene, ma facendolo bene. Per noi e per gli altri. Non trasformiamo un atto nobile in un gesto di irresponsabilità e di pericolo, non agiamo individualmente, non sottovalutiamo il risultato anche del più piccolo dei nostri gesti.
Molte organizzazioni di volontariato si sono reinventate, hanno messo in campo azioni ed attività responsabili. Stando a casa riescono ad accompagnare, sostenere, stimolare. Riescono a colorare il grigiore che ci circonda. Usano il telefono, lanciano iniziative, tutorial, creano, inventano. Si può fare tanto, si può aiutare in maniera diversa ed in maniera egualmente importante e gratificante. Reinventiamoci, cresciamo insieme, trasformiamoci.
Se vi dicessi ‘Cina’, oggi, la prima parola che le accostereste sarebbe ‘Coronavirus’. Da sinologa vi invito: pensate alla benevolenza. 仁 Ren , così si dice in cinese, 人+二=仁(REN) l’uomo sulla sinistra ed il numero due sulla destra. Il rapporto tra due esseri umani, significa umanità, benevolenza, altruismo. L’uomo è umano solo in funzione all’altro, l’uno è indispensabile all’altro, nel concetto e nella grafia, nell’immagine e nell’essenza. Siamo rete, siamo comunità. Insieme, e solo insieme, ce la possiamo fare. Con benevolenza ed intelligenza.

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