Nell’intervista rilasciata al CSV Molise il pensiero di Fabrizio è rivolto sempre a lei, la 61enne di Montenero ancora costretta in ospedale per combattere la sua battaglia contro il Covid-19. Il ragazzo rivolge un appello perentorio: «Se non rispettiamo le regole, questa piaga non si fermerà».
di Valentina Ciarlante
Da qualche giorno ha terminato il suo periodo di isolamento forzato, ma questa libertà ‘ristretta’ comunque non gli ha fatto tirare un sospiro di sollievo.
Fabrizio, così come suo padre e le sue sorelle, ha la mente rivolta alla madre, la 61enne di Montenero di Bisaccia che per prima, in Molise, è stata contagiata dal Coronavirus e che si trova ricoverata nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale di Campobasso.
Quel ‘nemico invisibile’ che sta mettendo a dure prova la tenuta dell’Italia e, progressivamente, del mondo intero, e che sta determinando paura e una rivoluzione nei rapporti sociali di ogni persona, è venuto in contatto con lei improvvisamente.
Era una giornata di festa, si celebrava il carnevale e la mamma di Fabrizio aveva scelto di trascorrere del tempo con i suoi nipoti, che risiedono fuori regione. Nulla sembrava preoccupare la famiglia, nemmeno quando al rientro a casa la donna ha iniziato a manifestare i primi sintomi.
Le sue condizioni, col passare delle ore, sono peggiorate e la preoccupazione si è fatta strada tra quelle mura. E così, nell’arco di una giornata, Fabrizio è stato privato della presenza e dell’affetto dei genitori. A distanza di poche ore, infatti, i sanitari del 118 li hanno prelevato entrambi per sottoporli al test, che ha avuto esito positivo. Non è risultata indenne nemmeno la nonna. Anche lei, 74enne, è stata contagiata e il giorno seguente erano tutti e tre ricoverati al Cardarelli.
Fabrizio, rimasto solo, si è trovato ad affrontare un ostacolo che gli si è posto davanti all’improvviso. Una montagna da scalare, a mani nude, potendo contare solo sulla speranza.
«I primi giorni sono stati i più duri, tutti e due i genitori ricoverati poi anche mia nonna. All’inizio, quando mamma è tornata, stava poco bene ma non pensavamo che potesse essere questo, anche perché non c’erano casi e se n’era parlato poco qui. Poi ha iniziato a sentirsi sempre peggio e in quel momento mia sorella ci ha informato sulla presenza di un caso nella sua città. Ci siamo allarmati, abbiamo contattato il medico di base che ci ha invitato a chiamare il 118. I sanitari hanno trasportato mia madre al Cardarelli e la sera sono venuti a prendere anche mio padre, che aveva un po’ di febbre e tosse. Io invece stavo bene e anche nei giorni successivi non ho avuto sintomi, però mi hanno chiamato tutti i giorni per verificare le mie condizioni».
In questa situazione di difficoltà hai percepito la vicinanza della popolazione e dei volontari che ti hanno sostenuto consegnandoti beni di prima necessità?
«Io stesso faccio parte della protezione civile e devo dire che sono stati tutti uniti ad aiutarmi. I volontari sono stati carinissimi, mi hanno chiamato tutti i giorni per avere informazioni, però il pensiero era ed è sempre all’ospedale, perché non posso andare né avere informazioni precise. Nonna e papà sono tornati a casa fortunatamente, loro l’hanno superato. Anche ora non possiamo andare, non ce la fanno vedere».
Tua madre è stata la prima persona contagiata in Molise. Che riflessioni hai fatto su questa condizione che si è creata, com’è potuto accadere?
«Penso che tutti quanti dovremmo rispettare le regole che ci sono state date. Io sono stato costretto alla quarantena, ma se fossi stato coinvolto in prima persona avrei comunque rispettato il più possibile le regole. Se la gente continua a infischiarsene, come il ragazzo che ha portato il virus lì dov’è stata mia madre, tornando dalla zona controllata senza comunicarlo e sottoporsi ai controlli, il contagio non si ferma. Se lui fosse stato a casa, sarebbe stata a casa anche mia madre».
Continuerai a uscire il meno possibile?
«Sì, uscirò solo se avrò qualche lavoro urgente. Facendo l’idraulico ho già qualche intervento da fare e al massimo provvederò a fare la spesa, ma più che altro per prendere una boccata d’aria dopo tutti questi giorni a casa. Di sicuro rispetterò le restrizioni che ci sono state date».
Con l’augurio che tua madre possa tornare presto da voi, cosa credi che ti lascerà questa vicenda, a livello personale e umano?
«Penso che questo sia stato un importante modo per riscoprire il valore della famiglia. Ritrovarsi adesso con la famiglia divisa, non poter stare vicino a una persona cara che sta male, le sorelle che non possono tornare, ecco tutto questo mi ha fatto capire quanto è importante la famiglia. Quello che è accaduto ci unirà ancora di più».
(foto di repertorio)


