Nella sede di Campobasso il personale ha seguito il corso di formazione organizzato dalla rete IRC. Il medico Leonardo De Padova ha illustrato nozioni teoriche e pratiche che in molte occasioni risultano preziose
23 gennaio 2020
Due mani e un dito possono salvare una vita. Occorre però saperli guidare, applicando le nozioni che medici esperti di emergenze sanno illustrare in modo semplice ed efficace.
Ed è proprio su piccole azioni che si fondano le pratiche di BLSD, acronimo di basic life support and defibrillation, ovvero le manovre di primo soccorso che chiunque può mettere in pratica quando si imbatte in una persona che ha perso conoscenza a causa di un malore, di una patologia improvvisa o di un trauma dovuto a un incidente stradale.
Il tempo è prezioso in questi casi e tentare la rianimazione è doveroso.
Questi concetti sono stati spiegati chiaramente da Leonardo De Padova al personale del CSV Molise al completo. Il medico che vanta una lunga esperienza nel 118 e che ora si occupa di formazione tramite la rete IRC ha tenuto un corso nella sede di Campobasso sottolineando i punti cardine del primo soccorso.
Sono due le fasi dell’intervento. La prima è volta a verificare lo stato di incoscienza della persona, dopo questo step si passa al soccorso vero e proprio allineando il corpo e iniziare a liberare le vie aeree, prima con una mano sulla fronte e due dita sotto al mento e poi col massaggio cardiaco. Nella seconda fase bisogna accertarsi che la persona sia tornata a respirare e avvalersi, quando è possibile, del defibrillatore automatico. Si tratta di un macchinario di cui si stanno dotando i Comuni, le aziende e che dovrebbe essere presente in ogni luogo frequentato da un pubblico nutrito.
Gli operatori delle tre sedi del CSV Molise, hanno seguito la lezione del dottor De Padova, mettendo poi in atto praticamente gli insegnamenti.
Un aggiornamento necessario, che potrebbe risultare utile per affrontare determinate situazioni. E questa è una causa che sta a cuore al Centro di servizio, nonché a tantissimi volontari che spesso si trovano a intervenire in condizioni emergenziali.
«Prima e meglio interveniamo e più riusciamo a salvare delle vite – ha affermato il dottor De Padova -. Il problema degli arresti cardio-circolatori, cioè di quegli eventi che chiamiamo morte cardiaca improvvisa, è dovuto per circa il 70% dei casi a un ritmo. L’unica terapia possibile è l’utilizzo del defibrillatore quindi prima lo utilizziamo e prima diamo la possibilità alle persone di riprendersi e tornare a una vita normale».
Guarda la videointervista sulla pagina facebook Centro di Servizio per il Volontariato del Molise – Associazione TREe
VC


