Le testimonianze di un’esperienza importante nelle parole di chi ha compiuto la missione di Protezione Civile a Durazzo, dopo il sisma di fine novembre
di Valentina Ciarlante
Un aiuto fondamentale, un supporto tecnico e psicologico che ha unito ancora di più due popoli amici e affini, un lavoro che si è tramutato in uno scambio di affetto.
La ‘missione’ della Protezione civile del Molise in Albania si è conclusa qualche giorno fa, quando i volontari sono tornati in Patria con un bagaglio di emozioni che rimarrà intatto nel tempo.
Sì, perché ciò che loro hanno saputo dare a decine di persone in difficoltà, rimaste senza casa dopo il terribile terremoto che ha colpito la zona di Durazzo nella notte del 26 novembre 2019, è stato corrisposto da un dono d’amore.
«Siamo noi a dover ringraziare gli albanesi», ha dichiarato Giuseppe Barberio, volontario dell’associazione nazione dei Vigili del Fuoco in congedo di San Martino in Pensilis partito poche ore dopo il sisma insieme alla squadra coordinata del funzionario del Dipartimento Molise Angelo Del Gesso.
Trentacinque persone che si sono mobilitate immediatamente, rispondendo ‘presente’ all’appello della dirigente Alberta De Lisio.
Dal Dipartimento nazionale è arrivata la chiamata nelle prime ore del mattino del 26 novembre. Affidarsi ai volontari molisani, si sa, è una garanzia perché finora le diverse associazioni del territorio sono state presenti in ogni luogo colpito da tragici eventi calamitosi: all’Aquila, distrutta dal terremoto del 2009, ad Amatrice, ancora ferita dal sisma di tre anni fa, solo per fare degli esempi.
Un’esperienza che ha amplificato le competenze dei volontari dimostrate sin nel 2002, quando il 31 ottobre il crollo della scuola Jovine di San Giuliano di Puglia causò la morte dei 27 angeli e della maestra, un dramma che ha squarciato i cuori di una regione e di un Paese interi.
I 35 molisani sono arrivati nella mattinata del 28 novembre al porto di Durazzo e si sono attivati per montare il campo.
Tre container, una cucina, un generatore di corrente e tende con i volontari che hanno allestito il tutto prima nei pressi dello stadio di Durazzo, per poi spostarsi a Vore.
«Siamo partiti dal Molise non sapendo quello che avremmo trovato – la testimonianza di Barberio -. Quando siamo arrivati sul posto, senza pensare a nulla, ci siamo messi subito al lavoro e nelle prime ore della sera erano già pronte una ventina di tende. Il giorno dopo ci siamo dedicati alla tensostruttura e posso dire che siamo stati una potenza, una grande famiglia coordinata dal nostro leader: Angelo Del
Gesso. Lui è una persona stupenda, così come sono stati encomiabili gli albanesi. Ci hanno aiutato, offrendoci i loro servizi igienici quando, dopo tre giorni, siamo riusciti a farci una doccia. È un popolo eccezionale e siamo noi a dover ringraziare loro. Abbiamo ricevuto la visita dell’ambasciatore italiano e del comandante della Marina Militare. Eravamo tutti commossi per le parole di elogio che ci hanno rivolto».
Il Molise non solo esiste quindi, è una terra che lavora, che si rimbocca le maniche e che è in grado di uscire dai propri confini per manifestare la sua attitudine.
«Sono stato in tanti posti, ma questa per me era la prima volta all’estero – le parole di Elvio Santamaria, presidente dei Vigili del Fuoco in congedo di Venafro e numero uno regionale dell’associazione -. I primi due giorni sono stati i più duri, poiché abbiamo trovato difficoltà dovute alla mancanza di servizi. La gente del posto è stata molto ospitale, ci ha offerto da bere e tutto ciò che serviva. Ci siamo occupati di qualsiasi cosa, dalla mensa alla pulizia del campo di Vore, destinato ai soccorritori. È stata un’esperienza da ricordare».
Tra le donne partite dal Molise anche una mamma e una figlia di Vinchiaturo, all’esordio in un’attività di Protezione civile.
«È sorprendente quanti benefici dia il volontariato – hanno dichiarato Sonia Di Stella e Cecilia Sampieri -. Offrire il proprio tempo con passione al prossimo forse significa rendere il mondo, nel proprio piccolo, un po’ migliore. Questa esperienza è riuscita a farci ampliare gli orizzonti. Continueremo a fare volontariato per far capire al ‘prossimo’ che nessuno è solo. Grazie alle associazioni le persone in difficoltà si sentono supportate e tutto ciò ci soddisfa. Guardare quella luce che si accende nei loro sguardi è ciò che ci spinge ad andare sempre avanti».
Tendere la mano verso l’altro. Un gesto apparentemente semplice che l’encomiabile squadra della Protezione civile del Molise ha saputo insegnare a tutti.


