Il sorriso di studenti e volontari AVO anima l’ospedale di Isernia

AVO Giornata della Gentilezza 2019 1

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I ragazzi dell’istituto Cuoco-Manuppella hanno trascorso la ‘Giornata della gentilezza’ in corsia

 di Valentina Ciarlante

Una giornata che difficilmente dimenticheranno, sia i ragazzi, sia i pazienti. Hanno trascorso delle ore insieme e durante quell’arco di tempo ogni scoramento, ogni sintomo di angoscia è stato accantonato. Perché la spontaneità e la gioia degli studenti dell’Istituto Cuoco-Manuppella di Isernia ha saputo letteralmente inebriare un luogo in cui emerge sofferenza, ma anche speranza.
AVO Giornata della Gentilezza 2019 1Loro, i giovani coordinati dalle professoresse Graziella Iannuzzi, Mariarosaria Calabritto ed Eleonora Perrella, sono stati guidati all’interno delle corsie dell’ospedale Veneziale dall’associazione AVO. I volontari ospedalieri conoscono bene quei luoghi, perché è proprio lì che si svolge la loto attività quotidiana ed è sempre in quei reparti che sostengono, aiutano, fanno compagnia ai tanti pazienti che si alternano e che spesso si affidano a loro.
E allora quale occasione migliore della ‘Giornata della gentilezza’ per portare un sorriso in più, quello di tanti ragazzi entusiasti di donarsi agli altri.
Proprio in questa occasione, celebrata il 13 novembre in tutto il mondo, gli alunni hanno compiuto dei gesti tanto piccoli quanto preziosi: hanno offerto dei piccoli regali che avevano preparato a utenti e pazienti, hanno ascoltato uomini e donne ricoverati, hanno sorriso e scattato fotografie, portandosi a casa un bel bagaglio di emozioni.

Quelle azioni che sembrano naturali e che invece spesso si dimenticano nella vita di tutti i giorni, grazie a questa iniziativa, hanno lasciato emergere un grande bisogno di gentilezza.
AVO Giornata della Gentilezza 2019 9«La loro meraviglia, ma anche la loro cortesia nell’approcciare le persone sofferenti mostra quanto ci sia di nobile nell’animo umano – le parole di Vanda Mazza, presidentessa AVO Isernia -, ma anche come questa nobiltà d’animo debba essere coltivata, accudita ma anche espressa in vari modi. Lo hanno fatto i ragazzi con dei bigliettini e con dei disegni consegnati a chi frequenta questo ospedale, presidio che è il valore aggiunto della provincia di Isernia e che riscopre, in queste occasioni, ancora di più la sua importanza».
«È un appuntamento fisso per noi – il commento della professoressa Mariarosaria Calabritto -, che permette di risvegliare dentro di noi, nella nostra coscienza, un sentimento dormiente e che ci pone in un rapporto con l’altro, in un dialogo attento e sensibile e che porta a curare noi stessi, ma anche a dare un senso di benessere e di equilibrio, perché è un bene sia per chi dona sia per chi riceve».

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