di Maria Assunta Pasquariello, Valeria Tamburro e Serena Evangelista
“Ho imparato a pescare. Il Molise incontra il continente nero” è, più che un libro, un viaggio, una condivisione, una storia: l’esperienza di un gruppo di cittadini provenienti da diverse parti del mondo che hanno deciso di fare un po’ di strada insieme. Un’esperienza di conoscenza e inclusione che nasce da una serie di attività realizzate durante diversi incontri svolti a Campobasso nell’ambito del progetto “Cultura dell’accoglienza e comunità inclusiva” promosso da Cittadinanzattiva – in partenariato con AICS e FICTUS – in diverse Regioni del territorio nazionale e finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Il risultato finale del progetto si è concretizzato nel libro “Ho imparato a pescare. Il Molise incontra il continente nero”, un insieme di aneddoti e curiosità emersi nel corso degli incontri: dai detti popolari della civiltà africana alle tradizioni locali, dai racconti tramandati di generazione in generazione alle ricette culinarie più rappresentative. I testi sono accompagnati da disegni che nascono in parte dall’ispirazione spontanea del gruppo, in parte dalla necessità e dalla volontà di rendere il lavoro piacevole alla vista.
Il risultato finale del progetto si è concretizzato nel libro “Ho imparato a pescare. Il Molise incontra il continente nero”, un insieme di aneddoti e curiosità emersi nel corso degli incontri: dai detti popolari della civiltà africana alle tradizioni locali, dai racconti tramandati di generazione in generazione alle ricette culinarie più rappresentative. I testi sono accompagnati da disegni che nascono in parte dall’ispirazione spontanea del gruppo, in parte dalla necessità e dalla volontà di rendere il lavoro piacevole alla vista.
L’elaborato è stato interamente realizzato da 20 giovani tra migranti (richiedenti asilo e/o titolari di protezione internazionale e umanitaria inseriti in strutture o progetti di accoglienza) e italiani residenti nel territorio molisano hanno condiviso interessi, idee, conoscenze, capacità, esperienze, abitudini e tradizioni.
In vista del raggiungimento dell’obiettivo generale del progetto di diffondere un modello di accoglienza solidale e di promuovere l’attivismo civico, è stata la condivisione, intesa quale “scambio” di opinioni e saperi, ad essersi rivelata il presupposto necessario all’inclusione e alla collaborazione.
Le attività in piccolo gruppo finalizzate alla conoscenza reciproca, i confronti di gruppo riguardo alle principali usanze e tradizioni popolari e gli incontri ricreativi appositamente organizzati hanno permesso di sperimentare un sano interesse a conoscere “l’altro” nel profondo e una proficua curiosità nei confronti dell’ignoto. Tutto ciò ha contribuito a creare ed unire il gruppo di lavoro: grazie al confronto sono emerse, inevitabilmente, affinità e opinioni comuni, soprattutto per quanto riguarda aspetti essenziali della vita: l’importanza dello studio e della cultura, l’amore per i bambini, la libertà, la speranza di un futuro migliore, gli affetti, la religione, l’arte, la musica, lo sport.
L’esperienza maturata ha portato il gruppo a proporre un lavoro conclusivo che potesse rappresentare tutti i momenti piacevoli condivisi attraverso una raccolta dei principali contenuti che hanno favorito la conoscenza e la comprensione delle inevitabili differenze e affinità culturali, differenze e affinità che a volte hanno fatto sorridere, spesso hanno fatto riflettere, sempre hanno consentito di considerare la vita da altri punti di vista e comprenderla meglio.
Per poter diffondere quanto realizzato, Cittadinanzattiva Molise ha preso parte ai festeggiamenti in occasione del corpus Domini, durante i quali ha presentato e divulgato il libro alla popolazione. L’evento ha rappresentato un ulteriore momento di collaborazione in cui i ragazzi migranti e italiani hanno reso visibile ai cittadini che convivere non solo è possibile, ma senza dubbio produttivo.
Per poter diffondere quanto realizzato, Cittadinanzattiva Molise ha preso parte ai festeggiamenti in occasione del corpus Domini, durante i quali ha presentato e divulgato il libro alla popolazione. L’evento ha rappresentato un ulteriore momento di collaborazione in cui i ragazzi migranti e italiani hanno reso visibile ai cittadini che convivere non solo è possibile, ma senza dubbio produttivo.
Il libro si può in definitiva considerare una sfida, un gioco, una manifestazione di entusiasmo, ma soprattutto rappresenta la volontà di collaborare, perché nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile senza un gruppo disponibile all’ascolto e volenteroso di apprendere, un gruppo che si è posto come obiettivo quello di trasmettere un messaggio fondamentalmente molto semplice: chiunque abiti un territorio è un cittadino avente diritto ad utilizzarne le risorse e allo stesso tempo è, di fatto, una risorsa per lo stesso, una risorsa preziosa!


